Rive chiude con Motta
e il concerto di Saba Anglana
CIVITANOVA - Oggi ultima giornata della quinta edizione del Festival di Giorgio Felicetti. In programma il forum sulla “troppa medicina” con il cardiologo torinese Marco Bobbio e il dottor Riccardo Centurioni
La domenica di Rive Festival inizia con un thriller archeologico ambientato nel mare. Elena Torre, alle 18 al moletto Medusa, presenta il suo lavoro Il mistero delle antiche rotte, la storia di un ritrovamento eccezionale a Pisa: dove un tempo sorgeva l’antico porto della città nella stiva di un relitto romano viene alla luce una nave egizia dedicata a Iside. In contemporeanea, al club vela un mini workshop esperienziale, Yoga a vela, a cura di Dayana Orazi (massimo 20 partecipanti, per prenotarsi 329/2950550).
Alle 19 il Forum delle Rive, dedicato quest’anno a Salute e Medicina, con il cardiologo torinese Marco Bobbio, il dottor Riccardo Centurioni, specialista di medicina interna ed ematologo e l’otorinolaringoiatra Cesare Carlucci. I tre medici dialogheranno sulla Slow medicine, una medicina più sobria per stare meglio e sprecare meno risorse. Prima dell’orario di cena, un poeta “fuoristagione”, Antonio Malagrida parla del suo libro che indaga con ironia e disincanto sull’eterna rischiesta di verità che l’essere umano rimanda all’amore, al tempo, alla vita, alla morte e alla memoria.
Dal tramonto a notte, cena sul porto a base di pesce, di prodotti biologici e di piatti vegetariani. Chiusura in grande per questa quinta edizione di Rive: alle 21.30 l’incontro in musica con Motta, cantante, polistrumentista e autore di testi. Al suo esordio discografico solista con La fine dei vent’anni ha vinto la targa Tenco per la migliore Opera prima.
Alle 22 il concerto di Saba Anglana, bellissima attrice e cantante di origine somala, etiope e italiana, con voce suadente ed evocativa. Con lei sul palco Mattia Barbieri alla batteria, Fabio Barovero alla fisarmonica e Federico Marchesano al contrabbasso.
Rive Festival, diretto da Giorgio Felicetti, è organizzato dal Comune, dall’Azienda dei Teatri di Civitanova e dall’associazione EstEuropaOvest, e ha come main sponsor Clinica Lab, laboratorio analisi chimico cliniche e banca BCC – Credito Cooperativo Civitanova Marche e Montecosaro. Gli sponsor sono Massetani biciclette, ATAC e YDA Enjoy your day, mentre i partner tecnici sono Marvel Adv, Moim costruzioni e Libriammare. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito

Il Top, sarebbe arrivare ad una medicina che si curi da sola, con la forza del pensiero, rendendola autosufficiente,informata che si guidi per gradi fino all’exutus, che potrebbe essere in linea con le aspettative del paziente e male che va lascerebbe spazio al prossimo per una corretta sobria, quasi timida medicina, leggermente interventistica e mai preponderante e sopra le linee. Non avere bisogno dei medici, è sempre stato il sogno nascosto degli umani visto anche che gli esiti non erano spesso confortanti e si preferiva spesso e volentieri togliere, ad esempio l’arto, per facilitare le operazioni di guarigione. Sistema alquanto funzionante il cui esito si basava soprattutto sulla fortuna. Non avere più l’arto o qualsiasi altro pezzo di corpo aveva le stesse probabilità di riuscita del conservarlo ancora. Adesso che la medicina sembra aver fatto passi da gigante, gli ospedali sono fatti a misura di chi ha piedi molto piccoli, poco ingombranti, meglio senza l’appendice di un corpo appoggiato su di esso. Infatti, da questa parti di Slow già al pronto soccorso ne apprendiamo i primi rudimenti. Comunque con un po di pazienza si potrebbe riuscire a farsi avere una branda lungo il corridoio di battaglia che sembra l’infermeria dell’ospedale da campo dopo la battaglia di Solferino. Ed è qui che si decidono lo sorti del paziente: 1, può ritornare a casa perché poco malandato e comunque riesce a stare seduto sulla carrozzella che non è quella che fa il giro dei Fori imperiali, Villa Borghese e poi passando per Piazza di Spagna ti porta alla Fontana di Trevi, comunque sempre seduto stai se poi riesci a stare in piedi meglio è. 2, non puoi stare seduto e nemmeno in piedi. Qui è facile, basta renderti curvo e con l’aiuto dei familiari si raggiunge un auto con cui raggiungere il luogo di cura più vicino” casa tua “. 3,terzo e importante stadio. Puoi stare solo lungo e non ti senti troppo bene. Allora qui interviene la cosiddetta medicina non ” Not Slow but Speedy ” che vista la difficoltà di raggiungere entro breve tempo una soddisfacente riparazione, obbliga la ricerca di un letto. Nessun affanno, si sa già che è tutto pieno e quindi bisogna prenotare da un’altra parte. Niente di più semplice, basta telefonare alla clinica convenzionata con qualcuno, conosciuta, come ” L’ultimo viaggio ” ed anche ” Memento eis ” ed è tutto concluso, finito,risolto. Non più corse, affanni, paure, niente Slow e ne Last ma solo la stessa cura degli Indiani d’America , quella con ” Il grande Spirito “.