Furbetti del sisma:
quattro denunciati

TOLENTINO - I carabinieri hanno scoperto che alcune persone intascavano il contributo di autonoma sistemazione pur continuando a vivere nella casa inagibile. Ulteriori indagini sono in corso
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Piazza Mauruzi (foto d’archivio)

 

di Leonardo Giorgi

Ricevevano il contributo per l’autonoma sistemazione, ma continuavano a vivere nella palazzina inagibile: denunciate quattro persone. Sono questi i primi risultati dell’operazione della Compagnia dei carabinieri di Tolentino che ha portato a scovare, come sottolineato dal comandante, il capitano Giacomo De Carlini, «qualche furbetto del contributo». L’indagine ha interessato due famiglie di Tolentino. Dopo i terremoti dello scorso anno, la palazzina dove vivevano le due famiglie era stata dichiarata inagibile dal Comune. In seguito, i residenti dello stabile avevano quindi richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione, come da prassi per tutti i cittadini che sono stati costretti a lasciare la propria casa e a trovare un’altra soluzione abitativa. Nonostante l’arrivo dei fondi statali, che ammontano a oltre 4mila euro, le due famiglie hanno continuato ad abitare nella palazzina inagibile.

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Il comandante della Compagnia di Tolentino, il capitano Giacomo De Carlini

 

Nei documenti per la richiesta del contributo, gli “sfollati” avevano indicato un falso indirizzo del domicilio post sisma, ma nel posto in realtà non abitava nessuno: per questo motivo i contributi arrivati non sarebbero stati utilizzati per l’autonoma sistemazione. I carabinieri di Tolentino, venuti a conoscenza della situazione, hanno denunciato per indebita percezione di erogazioni dallo Stato quattro persone, due per ogni nucleo familiare residente nell’edificio lesionato dal sisma. Il reato prevede una pena che va dai 6 mesi ai tre anni di reclusione. «In un territorio ferito come il nostro – ha commentato il comandante De Carlini – è una vergogna che certe persone si approfittino della situazione. Abbiamo voluto diffondere subito i dettagli dell’operazione che continuerà ad andare avanti, così che i “furbetti” si rendano conto della gravità delle loro azioni e della possibilità di fare marcia indietro prima che sia troppo tardi. Si va nel penale infatti solo quando la somma indebitamente percepita è superiore a 4mila euro». Le indagini dei carabinieri proseguono e all’attenzione degli inquirenti ci sono anche le pratiche sull’accertamento delle inagibilità delle case.



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