Questione sfollati, in tilt il piano scuola:
“Studenti sparsi in mezza provincia
Rischiamo classi con 3 persone”

SISMA - L'allarme durante il convegno che si è svolto a Caldarola per fare il punto sugli istituti scolastici. Il preside dell'istituto comprensivo di Pieve Torina, Giorgio Gentili: "A Visso avremo le aule ma non le casette". Paola Ciriaco dell'Ufficio ricostruzione: "I cantieri al via entro l'anno". Il sindaco Luca Maria Giuseppetti: "Non conta l'estetica, vogliamo sicurezza"
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Il convegno nella tensostruttura di Caldarola

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Da sinistra Paola Nicolini e Giorgio Gentili

 

“La Regione, spostando gli sfollati dai camping, ha distrutto quello che avevamo organizzato per le scuole. Ora abbiamo gli alunni sparsi per tutta la provincia. A settembre riapre la scuola di Visso ma mancano le casette e non sappiamo come andare a riprendere i nostri ragazzi”. Così il preside dell’istituto comprensivo di Pieve Torina Giorgio Gentili durante il convegno nella tensostruttura di Caldarola “Con quante scuole con quali scuole” (leggi l’articolo) ha riacceso l’attenzione sul problema chiave del cratere: l’esodo delle comunità. “Rischiamo di riaprire le scuole con classi di 3 o 4 alunni – dice Gentili – Perché invece di fare tante scuole sottodimensionate, almeno per le medie, non facciamo un polo unico, attrattivo? Il problema inoltre è che ho visto i progetti: mancano spazi adeguati, manca l’aula per il bidello e i bagni non sono divisi tra maschi e femmine. Manca il realismo. I primi a dover essere interpellati dovevamo essere noi che a scuola lavoriamo”.

convegno-scuole-caldarola-2-325x183Nelle Marche, dati dell’ufficio speciale per la Ricostruzione, sono 160 le scuole danneggiate dal sisma di cui 40 completamente inagibili. Le altre, con scheda Aedes B o C, sono state sistemate. “Abbiamo cercato di individuare le emergenze più impellenti – ha detto Paola Ciriaco dell’Ufficio ricostruzione – cioè quei Comuni che non avevano individuato sistemazioni provvisorie per gli alunni”. E sulle tempistiche regna l’incertezza: “Un conto sono scuole più piccole, con lavori di circa 2 milioni di euro, un conto plessi più grandi come il Divini di San Severino per cui ci vorrà più tempo. Certo una scuola non si costruisce in 3 mesi. Per fare i cantieri non dico settembre ma almeno entro l’anno”. Ci sono comunque procedure, commissariali, per velocizzare il più possibile: l’appalto integrato, la conferenza permanente dei servizi per approvate varianti e pareri. “In linea di massima – dice Ciriaco – i progetti definitivi sono quasi pronti e in corso di validazione”.

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Da sinistra Paolo Coppari e Luca Giuseppetti

Il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti va dritto al punto: “Di estetica della scuola non voglio saperne niente. Deve essere sicura. Qua senza scuola siamo finiti. Per questo ho fatto i salti mortali e ho dovuto alzare la voce”. “Basta campanilismi – dice Massimo Sargolini di Unicam e consulente del commissario Errani -. Si usa strumentalmente la scuola per dire che sennò vanno via tutti. Ma il compito della scuola non è essere lo strumento per mantenere lì 3 o 4 famiglie. Il compito della scuola è la formazione”. Tra gli interventi della mattina, moderati dalla docente Unimc Paola Nicolini, anche il deputato Irene Manzi, Manuela Manenti della struttura commissariale del sisma dell’Emilia, Silvia Napoli del comitato tecnico aree interne, Paolo Coppari dell’istituto storico di Macerata (che ha curato la nuova geografia delle scuole della provincia dopo il sisma – vai alla mappa), Silvia Spinaci della Cisl Macerata e Stefania Monteverde vicesindaco di Macerata. Il convegno è proseguito nel pomeriggio con tavoli di lavoro per la costruzione di proposte e riflessioni per le scuole del futuro. Presente anche una delegazione del comitato “La scuola che vorrei nella valle del Fiastra” che sta portando avanti uno studio di fattibilità di un polo unico per i comuni di Colmurano, Loro Piceno, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano e Urbisaglia in collaborazione con lo spin off Unicam Terre.it (leggi l’articolo). “Faremo una mozione nei Consigli comunali – ha spiegato il comitato – per capire se i sindaci aderiscono o meno al progetto. Sappiamo che è una scelta coraggiosa ma chiediamo di passare ai fatti”.

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Silvia Napoli e Massimo Sargolini

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Manuela Manenti



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