“Fuori dal cratere
ma tra una frana e il terremoto”:
la lettera del sindaco Pecora

MONTELUPONE - Il primo cittadino analizza le difficoltà del Comune escluso dai decreti ma soggetto alla ricostruzione

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Il sindaco Pecora

 

E’ stato stabilito un nesso tra la frana di Montelupone e il terremoto. A parlarne è il sindaco Rolando Pecora che fa una serie di considerazioni sulle difficoltà incontrate nei comuni extracratere. 
« Ho parlato con il sindaco di Visso – scrive – Oltre all’amicizia e alla condivisione di una visione politica, mi sento a lui vicino per la mia grande passione, il mio amore viscerale per i nostri Sibillini. Credo nella nostra appartenenza a questa meravigliosa terra nella quale i nostri monti rappresentano il nerbo, la colonna vertebrale: non si cammina eretti senza di questa.
Perciò condivido con il mio collega e amico Giuliano Pazzaglini il dolore e la speranza per tutta la nostra terra così provata. Noi quaggiù, vicino al mare, non viviamo la distruzione, l’abbandono, ma pure dobbiamo affrontare non pochi problemi e non piccoli. Non voglio però annoiarvi con resoconti che dovrebbero essere ben noti a tutti. Devo tuttavia condividere le informazioni perché possiamo, tutti, mantenerci protagonisti del nostro cammino. Dopo aver messo in sicurezza tutte le strutture lesionate dal terremoto (molte per un paese che sta “quaggiù”) e aver restituito a una vita dignitosa le tante famiglie colpite dal terremoto, abbiamo dovuto affrontare un problema che solo noi di Montelupone siamo abituati a fronteggiare: la frana, il dissesto idrogeologico».

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Il centro di Montelupone

Pecora ripercorre la storia della frana e le opere realizzate negli ultimi 30 anni per annullare gli effetti di un antichissimo movimento franoso: «Queste opere – continua –  sono state interessate dal terremoto che, con la sua azione distruttrice, ne ha minato seriamente l’efficacia. Nel marasma del post terremoto vaglielo tu a spiegare ai commissari, presidenti, direttori, assessori, sovrintendenti, architetti, ingegneri, geologi ecc. ecc. che noi abbiamo questo problema. A ognuno devi rispiegare che cosa è la frana di Montelupone; e dopo che ne hanno percepito i termini devi spiegare cosa c’entra il terremoto con la frana. Poi devi convincerli che è necessario un intervento anche per questo, seppure in mezzo a migliaia di altri interventi urgenti».
Il sindaco svela anche il riconoscimento del nesso di causalità tra il terremoto e la frana e le conseguenze.
«La prima, propria della fase emergenziale: è stata riconosciuta la necessità di un intervento di somma urgenza sia sul sistema drenante che sul sistema di monitoraggio.La seconda, propria della fase della ricostruzione: il nesso di causalità è il presupposto per autorizzare finanziamenti. Oltre alla frana c’è il problema scuole: un’intera Scuola materna chiusa. E’ dell’altro giorno il Decreto che autorizza il finanziamento di 1.000.000 di euro a Montelupone per la ricostruzione di questa nostra scuola».
Il primo cittadino elenca tutta una serie di problemi tra cui le chiese, strade abbandonate da decenni, la conclusione obbligatoria del contratto con la ditta Arcalgas, il dovere urgente di creare qualcosa che mai c’è stato prima per i nostri anziani, la necessità di dare nuove risposte ai nostri giovani (progetti scolastici, sport, tempo pieno), il futuro dell’acqua/bene pubblico.
«Oltre a questo, considerato il clima che sulla ricostruzione stiamo vivendo – conclude –  mi sono comportato da buon marchigiano: se le istituzioni latitano il marchigiano non si arrende. Così posso assicurarvi che in qualche maniera, anche facendo i salti mortali, mi impegno a riaprire la chiesa di San Francesco prima possibile e ci troverete anche gli antichi confessionali restaurati mirabilmente . . . e magari, questa volta, l’inaugurazione la farà chi della riapertura è l’artefice.Penso che tanto basti per dare l’idea della complessità del momento».



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