Pedemontana, comitato all’attacco:
“Opera faraonica ormai quasi inutile”

MATELICA - Doppia assemblea organizzata dai cittadini, il segretario Edoardo Marini: "Chiediamo un ripensamento oculato dell'intero progetto che tenga conto delle aree archeologiche, del paesaggio e dell'ambiente". Il sindaco Delpriori ha spiegato: "Abbiamo già incontrato Anas, chiedendo di mettere delle prescrizioni, per affrontare le situazioni critiche"
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Il sindaco Alessandro Delpriori all’incontro con la popolazione sulla Pedemontana

 

di Monia Orazi

Pedemontana: un’opera faraonica  ormai quasi inutile che rischia di stravolgere ambiente e territorio. E’ questa in sostanza la posizione del comitato di cittadini di Matelica che venerdì ha organizzato due assemblee pubbliche per incontrare la popolazione, invitando le autorità comunali a partecipare, e per analizzare l’impatto del tracciato della nuova strada. Al primo nel pomeriggio ha preso parte il sindaco Alessandro Delpriori, al secondo l’assessore Roberto Potentini. “Il secondo lotto è ormai in fase esecutiva, è stato approvato nel 2010 dalla precedente amministrazione comunale – ha detto Alessandro Delpriori – oggi cambiare questo secondo progetto non è possibile. Ormai siamo in fase di progettazione esecutiva, si attendono soltanto le specifiche dell’Anas, come amministrazione comunale possiamo soltanto intervenire in questa sede. Abbiamo già avuto diversi incontri, con l’obiettivo di poter avere delle prescrizioni al progetto per la tutela del paesaggio e dell’ambiente”. Delpriori ha evidenziato i punti critici: “Si tratta dello svincolo di Matelica Nord, che va ad innestarsi nella zona industriale, e dei passaggi interpoderali dei terreni che sono a destra e sinistra del tracciato, non si possono affrontare con quattro strade ad esempio, ma con altre situazioni. Rappresentano una criticità anche gli sbancamenti e gli attraversamenti delle zone coltivate a vigna, che oggi sono la vera ricchezza di Matelica”. Quindi il nodo delle numerose querce destinate all’abbattimento. “Ci sono anche i problemi del paesaggio e quello ambientale – ha aggiunto il sindaco  – non si possono tagliare 140 querce soltanto per delle strade di cantiere. I cittadini si sono rivolti a noi chiedendo il perché dei picchettamenti, abbiamo preso in mano il progetto e ci siamo resi conto che c’erano dei problemi, i quali o non sono stati specificati bene, o all’epoca sono stati presi sottogamba, perché la situazione economica e sociale sette anni fa era diversa. Abbiamo già avuto degli incontri, chiediamo di migliorare il tracciato affrontando le criticità, che abbiamo già fatto presenti alla Regione, la quale ha compreso le nostre motivazioni, nella persona del vicepresidente Anna Casini”. Al momento si potrebbe incidere soltanto sulla modifica del lotto 3, che però per gran parte interessa il territorio di Castelraimondo.

La posizione del comitato –  “L’assenza totale di ogni possibile forza politica all’incontro  – il commento del segretario del comitato Edoardo Marini  – ci fa capire purtroppo che verso la tutela ambientale e del territorio, i vari partiti e movimenti si fanno belli solo in campagna elettorale, restando evidentemente incollati ad altri interessi nel resto del tempo. Da venerdì è più chiaro a tutti che non ci sia stata alcuna trasparenza e pubblicità per il progetto che secondo quanto ricostruito dal sindaco ha subito alterne vicende nel corso degli anni. Il progetto iniziale risalirebbe infatti agli anni ’70 e ben altro era il tracciato, poi inseguito a diverse fasi di riprogettazione, senza che venissero fornite adeguate motivazioni, si è arrivati all’individuazione dell’attuale tracciato. Tra il 2010 ed il 2012 vengono infine apportate ulteriori varianti del tratto in galleria, di cui nessuno è stato informato né la popolazione, né tanto meno i proprietari dei terreni interessati”. Per il comitato il terremoto ha accelerato l’iter di avanzamento del progetto. “La Pedemontana che nasceva come infrastruttura voluta per “catturare valore”, in grado cioè di produrre una ricchezza nella popolazione residente pari al proprio costo (220milioni di euro) in un periodo, 30 anni fa, in cui la vallata presentava una alta densità di piccole e medie imprese che caratterizzavano il modello marchigiano – continua Marini – oggi fornirebbe invece un enorme investimento in infrastrutture al momento di utilità quasi inesistente. Quest’opera dallo sbancamento ambientale faraonico, oggi si rivela una cattedrale nel deserto, un’opera oramai senza una reale finalità, dopo la chiusura dei grossi poli industriali della zona e di tutte le imprese satelliti. Inoltre verrebbero meno proprio per motivi di economicità, quei criteri di rispetto ambientale quali il basso impatto visivo in galleria, la scelta del percorso meno impattante con le colture ad alto valore e la difesa dell’habitat che caratterizza la nostra vallata. Il passaggio in superficie, l’assenza di qualsiasi criterio di rispetto ambientale e dell’impatto visivo saranno l’ultimo definitivo colpo inferto a chi avesse investito sull’ambiente e sul territorio”. Le altre criticità sono evidenziate dal comitato riguardano la distruzione delle aree archeologiche disseminate lungo il percorso, l’abbattimento delle 140 querce e la mancata quantificazione del danno economico derivante dalla realizzazione della strada.  “Il comitato – conclude il segretario – non vuol bocciare il progresso e lo sviluppo, se la strada è ciò di cui i matelicesi ritengono di aver bisogno per ripartire, ma chiedere la revisione e un ripensamento oculato dell’intero progetto viario che questa volta tenga conto dei criteri e dei principi, costituzionalmente protetti dell’ambiente, dei beni archeologici e del lavoro”.

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Leonardo Mori

La posizione del Movimento 5 Stelle – “Premesso che la posizione del MoVimento 5 Stelle relativamente alla costruzione di grandi opere inutili ed alla cementificazione del territorio è nota – spiega il consigliere grillino Leonardo Mori – va detto che formalmente, siamo stati coinvolti una sola volta sulla questione “Pedemontana” e “Quadrilatero”. Era il 17 agosto 2015 e in consiglio comunale veniva presentata una delibera bocciando la quale si sarebbe potuto concretamente ostacolare la realizzazione dell’opera”. E proprio il Movimento ricorda come Mori all’epoca votò contro. “Dalla realizzazione della strada – disse il consigliere all’epoca – deriveranno gravi conseguenze paesaggistiche. Questa realizzazione servirà solo a sprecare soldi, infatti con tali somme si potrebbe raggiungere l’autosufficienza energetica comunale, estinguere parte dei mutui, dare sostegno alle aziende ed alle attività commerciali, diminuire le tasse ai cittadini, realizzare opere pubbliche”.

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