Medea, il giorno dopo:
la delusione della sconfitta
e l’ipotesi che Modena rinunci alla A2
VOLLEY - Si è chiusa con il ko alla Marpel Arena una stagione comunque indimenticabile per i maceratesi, più di 3mila persone hanno assistito alle due gare playoff al Fontescodella. I dirigenti della Fanton hanno ammesso che, come accaduto 12 mesi fa, potrebbero rinunciare al titolo conquistato. Non si sbilancia il vice presidente Tittarelli: "Andiamoci piano, vedremo quello cosa accadrà"
di Mauro Giustozzi
Non un addio ma solo un arrivederci alla serie A2. Tra quanto non si sa. Ma chissà forse anche prima di quanto si possa immaginare. Per la Medea Montalbano si è chiusa mercoledì una stagione esaltante con la vittoria nel proprio girone di serie B e la disputa dei playoff promozione. Annata incorniciata da due sfide playoff disputate alla Marpel Arena che hanno visto complessivamente la presenza di più di tremila spettatori, un dato che non ha praticamente riscontri in tutte le altre piazze che hanno disputato le partite degli spareggi per salire in A2. A Scuffia e compagni è mancato solo l’ultimo miglio, quello più difficile da raggiungere dopo aver vinto tanto. Ma se Macerata si gode questo finale di stagione contrassegnato dal fenomeno pubblico tornato massicciamente al vecchio Fontescodella, per la Fanton Modena quella di mercoledì resterà una serata storica perché è arrivata la seconda vittoria consecutiva nel campionato di serie B, stavolta per di più davanti ad una cornice di pubblico di un paio di categorie superiori.
Ma agli emiliani resterà solo questa soddisfazione visto che, come peraltro avvenuto l’anno prima quando gli ‘struzzi’ dominarono e vinsero la serie B, anche stavolta come allora rinunceranno a disputare la serie A2. Nella scorsa annata la Fanton Modena Est aveva avuto la meglio sulla formazione della Basilicata di Lagonegro nella finale playoff. Successo per 2-0 e promozione in A2. Ma, poche settimane dopo la dirigenza emiliana, conscia delle difficoltà economiche e logistiche da affrontare, del fatto che davanti e nella stessa città c’è una squadra che ha fatto la storia di questo sport vincendo tutto e tanto, cioè il Modena Volley della presidentessa Pedrini, ecco che la rinuncia fu inevitabile. Stessa storia accadrà quest’anno. L’ammissione è venuta dagli stessi dirigenti modenesi che hanno preannunciato che si andrà verso la rinuncia come accadde dodici mesi fa. Allora, poi, si arrivò ad uno scambio di titolo sportivo con Bergamo che approdò in A2 cedendo il suo diritto sportivo di serie B alla Fanton Modena Est. Su questo argomento, però, al momento nessun dirigente di Montalbano si sbilancia troppo.
“Andiamoci piano, vedremo quello che accadrà la prossima estate –sottolinea un prudente Gianluca Tittarelli, vice presidente del club- se ci sarà questa rinuncia effettiva e quali meccanismi verranno adottati per la sostituzione eventuale di Modena. Il nostro progetto prevedeva l’obiettivo della serie A2 nell’arco di tre anni. Ci fossimo riusciti in questa stagione avremmo anticipato di molto l’obiettivo. Non dico che la società non è pronta, questo no. Però è chiaro che stiamo strutturandoci per quel traguardo che se arrivasse prima ci costringerebbe ad un’accelerazione. Intanto il nostro campionato per ora è quello di serie B perché abbiamo perso”. Tornando alla finale play off la sensazione generale non appena caduta l’ultima palla è stata che la Medea non ha perso mercoledì sera la promozione in A2 ma bensì sabato scorso a Modena quando, avanti 2-0 nella partita, non ha avuto l’istinto killer di chiudere i giochi e portarsi a casa il successo. In uno sport come il volley occasioni del genere non possono essere sprecate, salvo poi pagarne il pegno. Quello che è stato per tutta la stagione il fortino biancoverde, cioè la Marpel Arena dove mai aveva perso in questa stagione la squadra di Pasquali, è stato violato proprio nella partita decisiva e nella serata del record di pubblico sugli spalti. Un filo riannodato con la città che ha riempito di orgoglio giocatori e società, la dimostrazione che l’humus legato alla pallavolo scorre forte nel capoluogo. Del resto la storia parla chiaro: prima il Cus femminile di Totò De Introna, poi il lungo periodo della Lube del patron Giulianelli hanno lasciato una semina che aspettava solo di essere risvegliata. C’è riuscita la Medea Montalbano nella serata più difficile di una stagione che merita comunque un applauso a scena aperta.
Medea ko in casa, svanisce il sogno serie A Ma il palas è uno spettacolo (foto)


