Maltrattamenti e violenze,
rinviato a giudizio 55enne
TREIA - L'uomo è accusato, tra l'altro, di aver preso a morsi e pugni la consorte, di averle fatto stalking, di averla costretta ad avere rapporti sessuali minacciando il suicidio
Avrebbe aggredito la moglie con pugni e morsi dopo averla costretta a stendersi sui sedili dell’auto per poi aggredirla con pugni e con morsi. È uno degli episodi che vengono contestati ad un 55enne di Treia, che è sotto accusa per stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni e che oggi è stato rinviato a giudizio dal gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. La donna avrebbe subito nel corso di alcuni anni, dal 2009 al 2016, maltrattamenti e violenze sessuali. Fatti che sarebbero avvenuti a Treia. L’uomo, dice l’accusa, per costringere la donna ad avere rapporti sessuali con lui avrebbe prospettato, e in alcuni casi attuato, tentativi di suicidio. Altre volte invece l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali prendendola per il collo. La moglie dell’uomo aveva così deciso di lasciarlo. A quel punto sarebbero cominciati gli episodi di stalking sfociati in una aggressione, il 24 giugno dello scorso anno. L’uomo l’avrebbe immobilizzata, spinta in auto e costretta a stendersi sui sedili posteriori. Le avrebbe chiuso la bocca con una mano, minacciata di morte e aggredita con pugni e morsi causandole lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. L’accusa (pm Luigi Ortenzi) gli contesta anche un altro episodio, avvenuto il 14 aprile del 2016, in cui l’uomo avrebbe trattenuto la donna in auto mentre si trovavano a Cingoli e, nel chiederle conto di un prelievo di 500 euro, le avrebbe detto: “Tu non mi lasci, ti uccido e ti butto nella diga”. L’uomo è difeso dagli avvocati Luca Froldi e Giuseppe Lupi. La donna è parte civile, assistita dal legale Renato Coltorti.
