Ricostruzione, stati generali del Pd:
“L’obiettivo? Riportare la gente a casa”

SISMA - Leggi, fondi a disposizione, il grande lavoro che attende la nostra regione: oltre 350 persone all'Abbadia di Fiastra per un dibattito di cinque ore. Il confronto guidato dalla parlamentare Braga, dal governatore Ceriscioli e dal segretario Comi

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Casini, Ceriscioli, Comi e Sciapichetti nel corso del confronto di ieri sera

 

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Oltre 350 persone per più di cinque ore di confronto. Gli stati generali del Pd Marche su “Ricostruzione e Aree interne”, che si sono tenuti ieri sera all’Abbadia di Fiastra hanno riscosso grande attenzione e partecipazione da parte del territorio. Tavoli di lavoro tematici aperti a cui hanno preso parte cittadini, parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali, rettori e docenti, rappresentanti dei sindacati, degli ordini professionali, delle associazioni di categoria, del volontariato, imprenditori, dirigenti e operatori del sistema sanitario e dei distretti e degli ambiti sociali. Un confronto ad ampio raggio, guidato dalla parlamentare Pd e relatrice delle leggi sulla ricostruzione, Chiara Braga, dal presidente della Regione Luca Ceriscioli e dal segretario dem Francesco Comi.
“Capire è diverso da provare – ha esordito Comi –. Chi si impegna e si dà da fare può capire, ma solo chi ha vissuto il terremoto come propria perdita sa cosa significa intimamente questo dramma. Vorrei ricordare a chi sta a Roma che questo terremoto è soprattutto il terremoto delle Marche: la maggior parte dei 350mila abitanti coinvolti, della superficie interessata e dei danni denunciati è nella nostra regione. Oltre il 55% dei comuni marchigiani è coinvolto nel terremoto. Gestire l’emergenza terremoto in massimo dieci comuni come in Lazio o Abruzzo non è come gestire l’emergenza terremoto nei 122 comuni marchigiani coinvolti. Il carico sulle spalle del presidente Ceriscioli e dei nostri parlamentari non è lo stesso di quello delle altre regioni. Per questo esprimo tutta la mia gratitudine per il lavoro che stanno facendo”.
Il terremoto del 24 agosto ha avuto una risposta velocissima da parte del Parlamento, visto che ad ottobre il decreto era già pronto, come ha evidenziato Comi. “Ma quel decreto – ha rilevato il segretario – era calibrato su un cratere di dieci comuni. Poi le altre scosse hanno trasformato la disgrazia in catastrofe: i danni prodotti nella nostra regione sono superiori a quelli causati dalla seconda guerra mondiale. Questo per dire che oggi quell’impianto un po’ ci preoccupa e lo diciamo con l’animo di chi vuole dare una mano e vuole correggere. Per questo chiediamo alcune cose: la flessibilità che garantisca prontezza, efficacia e qualità delle risposte. Gli ordini professionali nazionali non devono irrigidire le norme, per i loro interessi, a scapito della rapidità della ricostruzione e dei loro rappresentanti locali”.

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Chiara Braga, parlamentare Pd

La parlamentare Chiara Braga ha ricordato che sono stati fatti tre decreti legge sul terremoto, con un impegnativo ciclo di audizioni di tutte le rappresentanze e che “sicuramente ci saranno altre misure che riguarderanno la gestione post emergenza e la ricostruzione. È un lavoro progressivo – ha aggiunto – che si costruisce strada facendo e che deve fare i conti anche con il fatto che alcune norme possono non essere le migliori. Questo non per la cattiva volontà di chi le scrive, ma perché l’applicazione delle norme ai contesti reali si scontra con la complessità delle situazioni. Difficoltà operative che rendono più difficile raggiungere i risultati nei tempi pensati come possibili. Possiamo anche scrivere la norma migliore che si possa immaginare, ma se non si ricostruisce un senso di fiducia rispetto al fatto che queste cose si possono fare e se si insinua il dubbio che ci sia una volontà di aggirare le norme per chissà quali obiettivi, ecco, quel clima impedisce di realizzare lo sforzo immane che abbiamo davanti. Riportare un clima di fiducia forse è la partita più difficile che dobbiamo giocare, ma è quella fondamentale”.  Poi una rassicurazione. “Le risorse non sono un problema – ha continuato Braga -. Non c’è il rischio che qualcuno faccia una scelta di ricostruire la propria casa e poi si ritrovi senza avere il riconoscimento del contributo. Quindi, fiducia anche nel fatto che l’attuazione di queste norme non sarà abbandonata, ma sarà seguita e garantita”.

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Il governatore Ceriscioli

A tirare le fila dei lavori della serata, il presidente Ceriscioli, che ha evidenziato come “i paragoni con le altre ricostruzioni sono sempre sbagliati, perché avvengono in tempi e con modi molto diversi: io vorrei sfidare i sindaci del dopoguerra a ricostruire con il codice degli appalti che usiamo oggi, probabilmente non saremmo più ripartiti”. Sottolineata, quindi, la fatica del nostro paese a trovare quella via intermedia, in grado di tenere insieme legalità, diritto, regole e necessità di ricostruire, ha messo a fuoco i risultati emersi dal tavolo di lavoro. “Al tavolo abbiamo posto uno stimolo – ha proseguito il presidente –. Abbiamo una quantità di risorse impressionante per l’emergenza, per la ricostruzione e per guardare al futuro: per la regione Marche il 40%  in più, cioè 1 miliardo e 400 milioni, di quella che è la programmazione di sette anni. Poi ci sono il Fesr, il Psr e tanti altri fondi. Ma di fronte questo quadro importantissimo di risorse dobbiamo chiederci come centrare la missione impossibile di far tornare le persone a rivivere il territorio, che è l’obiettivo vero della ricostruzione. La forza dell’incontro di oggi – ha concluso il presidente – è il desiderio di continuare su questa strada della partecipazione e l’interpretazione migliore di partito come luogo aperto, in grado di accogliere, di elaborare, di restituire al dettato costituzionale il senso pieno del ruolo dei partiti. Davvero un bell’incontro”.

 

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