Assenteismo autisti Atac,
“un’accusa difficile da digerire”
CIVITANOVA - Zizzi, segretario regionale Ugl, replica ai vertici aziendali: "La realtà è completamente diversa: il 24 aprile c'erano 16 agenti in servizio, non otto. Va bene la campagna elettorale, ma a tutto c'è un limite". Dipendenti in stato di agitazione, domani incontro in Prefettura

Salvatore Zizzi, segretario provinciale Ugl
“L’accusa di assenteisti diventa veramente pesante da digerire”. Inizia così la replica di Salvatore Zizzi, segretario regionale Ugl, ai vertici Atac di Civitanova. L’azienda del trasporto pubblico locale aveva denunciato l’assenza di autisti nel giorno del 24 aprile per il ponte: su 28 persone, aveva detto, ne risultavano in servizio appena otto. “Capiamo che si è in campagna elettorale – continua Zizzi – ma a tutto vi è un limite. Mai e poi mai i lavoratori Atac si sarebbero aspettati, da parte dei vertici aziendali, descrizioni dei fatti in netto contrasto con la realtà, dalla quale invece emerge che solo grazie all’attaccamento degli autisti non sono avvenuti disservizi in molte occasioni”. Quindi Zizzi passa ai numeri per confutare la denuncia dei vertici dell’Atac. “Carte alla mano – spiega – vediamo che nella giornata del 24 aprile vi erano 16 agenti in servizio e non 8. A questo punto vien da pensare che chi ha dato questi numeri o è stato male informato oppure mente. Tre agenti erano in malattia lunga già preesistente, 5 in permesso parentale e legge 104 (assistenza familiari malati, ndr), nessun agente era in permesso Avis come invece è stato detto, 2 erano in ferie autorizzate da almeno una settimana e infine il fatto più eclatante: un agente era in ferie forzate, cosa che accade solo se vi è un numero di agenti superiore ai servizi da effettuare. A questo punto è evidente che i conti non tornano”. Il segretario della Ugl quindi mette in evidenza i problemi strutturali dell’azienda. “Troppo semplice ergersi a paladini del risparmio – attacca Zizzi – senza dire dove e a cosa si è dovuto rinunciare per ridurre i costi. L’Atac ha ceduto alcuni servizi alla Contram e di conseguenza non ha più assunto a tempo determinato 4 autisti che erano in forza da ormai due anni, in più non sono stati sostituiti né il direttore né il capo movimento andati in pensione. Tutto ciò ha avuto ripercussioni sull’organizzazione”. Da qui lo stato di agitazione e l’incontro di domani in Prefettura “non per chiedere soldi in più – conclude il sindacalista – ma solo perché l’amministrazione rifiuta ogni confronto con le parti sociali, le quali hanno invece sempre dato disponibilità alla collaborazione ricevendo in cambio solo arroganza e prepotenza degna di un despota. Speriamo solo in un cambiamento dell’attuale amministrazione Atac”.
Assenteismo nel ponte del 25, i vertici dell’Atac: “In servizio meno di 8 autisti”
Mente, spudoratamente mente. Se credono di fare campagna elettorale sulle cassate che sparano a tutti i livelli e dal comune e da tutti quelli che sono impelagati con questa amministrazione, sono proprio fuori strada. Del resto,non avendo niente di positivo da mettere sul piatto, credono di controbilanciarlo con tutte le sciocchezze possibili. E fatevela finita, non parlate solo tra di voi, ascoltate anche chi oramai vi ha conosciuto quanti ne siete e anche bene. Anzi potreste approfittare della situazione per farvi spiegare perché non vi daranno il voto anzi più il voto. Quelli che non ve l’hanno mai dato figurati se approfittano della “fiduciosa” presenza dei Corvatta e dei Silenzi. ” Li conosciamo, possiamo fidarci “. Questo motto è veramente comico con un che di drammatico da far provare persino pena per chi lo usa. Ogni manifesto di Corvatta con quel ” Mi conosci, puoi fidarti ” sembra una presa in giro, mi fa impazzire il pensiero di come abbiano potuto scrivere tale oscenità credendo di far presa sugli elettori che sgomenti rileggono la frase dopo aver pulito le lenti degli occhiali, quelli che li portano. Chi non li porta tira dritto, aspettando con ansia l’11 giugno per rispondere con il voto a questi cinque anni di assurdità, meschinità, falsità e lucette stratosferiche a Natale tanto per spendere 50.000 euro in più dopo averne spese altrettanto l’anno prima e lasciate ad ammuffire in qualche scantinato.