Confesercenti:
Alessandro Biagiola presidente,
Ulderico Orazi abdica dopo 10 anni
MACERATA - Rinnovate le cariche. Il consigliere comunale di Recanati ed ex assessore regionale, da poco gestore di un bar, subentra al maceratese: “A noi proporre soluzioni per rilanciare il territorio”. Impresa e patrimonio artistico al centro dei lavori dell’assemblea elettiva

Un momento dell’assemblea elettiva
di Claudio Ricci
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Cambio al vertice per Confesercenti Macerata. Dopo 10 anni Ulderico Orazi cede il testimone della presidenza ad Alessandro Biagiola di Recanati, ex assessore provinciale, attualmente gestore di un bar iun centro nella città leopardiana. Suo vice presidente sarà Marco Massucci di Tolentino. Il passaggio di testimone oggi durante l’assemblea per il rinnovo delle cariche con cui sono stati eletti anche la giunta, di cui oltre a Biagiola e Orazi e Massucci fanno parte anche Daniela Perroni di Macerata e Lucia Biagioli di Macerata, e i membri del consiglio di presidenza: Marco Chiarotti (San Severino), Federica Montecchiari (Macerata) Carla Nardi (Tolentino), Antony Fortuna (Macerata), Rossano Baccifava (Macerata). “La priorità è formare una squadra per creare soluzioni in un momento cosí difficile in cui il nostro territorio è stato ferito dal terremoto – ha detto Biagiola che a Recanati ha aperto da poco più di un mese un bar gelateria in piazza della Libertà – A noi spetta un ruolo di stimolo e di proposta verso le istituzioni”. Nuove sfide legate al rilancio dopo il sisma già affrontate dalle relazioni nel corso dell’assemblea in cui oltre al direttore di Confesercenti Marche Roberto Borgiani e all’assessore alle Attività Produttive di Macerata Paola Casoni, sono intervenuti il docente Unimc Claudio Socci con un focus sull’inoperabilità delle imprese del territorio dopo il terremoto e la presidentessa di Legambiente Marche Francesca Pulcini che ha affrontato il tema della gestione del patrimonio storico-artistico recuperato.

“Attraverso un’analisi dell’inoperabilità – ha spiegato Socci – si intende stimare i danni generati dalla mancata produzione e dal calo della domanda direttamente imputabili alle conseguenze del terremoto, mettendo in luce l’effetto sul reddito degli operatori. L’obiettivo è supportare interventi in cui si pone l’esigenza di abbinare un programma di ripristino del processo produttivo, sia in termini di capacità produttiva che di sostegno alla domanda”. Passata la prima fase è necessario secondo Legambiente ricostruire il senso di comunità attraverso la ricostruzione delle identità storiche e artistiche. “La tutela e la valorizzazione del patrimonio recuperato devono essere orientate a beneficio delle comunità terremotate – afferma Pulcini – E’ fondamentale che le opere d’arte rimangano più vicino possibile ai luoghi di provenienza: de-localizzare il patrimonio significa impoverire il territorio, già fortemente compromesso, di una risorsa identitaria fondamentale”.





