Il viceministro Stefan Cipa in visita
alla scuola albanese di Macerata
Il numero 2 degli Interni illirico e il console Edmond Kumaraku hanno portato i propri saluti all'istituto Naim Frasheri nella biblioteca Mozzi Borgetti. Ad accoglierli il vicesindaco Stefania Monteverde

Al centro il vice ministro dell’Interno albanese Stefan Cipa con gli insegnanti della scuola di Lingua e Cultura Albanese di Macerata
Il viceministro dell’Interno dell’Albania Stefan Cipa e il console dell’ambasciata albanese a Roma Edmond Kumaraku hanno visitato la prima scuola albanese sorta a Macerata. L’atmosfera alla biblioteca comunale Mozzi Borgetti, dove si svolgono le lezioni di Lingua e Cultura albanese è diventata più amichevole con la partecipazione della “padrona di casa”, il vicesindaco Stefania Monteverde che ha accolto e salutato ufficialmente a nome dell’amministrazione i rappresentanti del governo albanese. Monteverde ha precisato l’obiettivo dell’apertura della scuola “Naim Frasheri”: scambio dei valori culturali tra i due popoli e nascita della collaborazione tra Comune ed associazione “Illiria” che promuove da anni l’arte e lo sport. Il vicesindaco ha parlato inoltre del rapporto, ormai da diversi anni, tra le università di Macerata e quella di Argirocastro, nato per favorire lo sviluppo della ricerca sui beni culturali, e che si avvale dell’impegno del docente Roberto Perna.
“Conosco i valori delle radici di un popolo – ha raccontato Monteverde – una parte della mia famiglia vive in Australia e dunque comprendo appieno l’importanza dell’insegnamento della madre lingua”. Sui diritti dei cittadini albanesi emigrati, il viceministro ha dichiarato che il governo sta valorizzando l’istruzione e l’insegnamento della lingua d’origine per i bambini nati all’estero cercando collaborazione tra gli istituti degli stati in Europa e nel mondo e sta promuovendo il lavoro svolto dagli insegnanti e del percorso scolastico attraverso degli attestati rilasciati dal ministero dell’Istruzione dell’Albania. La visita del viceministro Cipa e del console Kumaraku è stata particolarmente gradita da genitori ed alunni della scuola maceratese che per la prima volta hanno incontrato le autorità del proprio governo e hanno avuto dunque la possibilità di esprimersi nella propria lingua.
(A.H.)






