Rifiuti speciali a Villa San Filippo,
la Provincia non autorizza:
la gioia del comitato
MONTE SAN GIUSTO - Esultano i cittadini: "Forse sarebbe stato meglio coinvolgerci per rispetto di popolazione, ambiente e paesaggio". I consiglieri di opposizione Andrea Salvatori, Romina Tortolini e Paride Castricini: "Dall'amministrazione scarsa trasparenza e ininterrotta reticenza"
La Provincia di Macerata dice no all’impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi a Monte San Giusto. Avrebbe dovuto sorgere a Villa San Filippo nella zona del torrente Cremone. A darne notizia è il comitato spontaneo per la tutela e la salvaguardia del territorio sangiustese.
«In concomitanza con la Giornata Mondiale della Terra che ricorre oggi sabato 22 aprile il comitato spontaneo per la tutela e la salvaguardia del territorio sangiustese comunica che proprio in questi giorni la Provincia di Macerata ha confermato il preavviso di diniego dello scorso 27 maggio negando in via definitiva l’autorizzazione richiesta per la realizzazione a Villa San Filippo, nel comune di Monte San Giusto, di un nuovo impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi (inerti). Si conclude così una vicenda che da oltre un anno ha sollevato molto interesse da parte della popolazione, mobilitatasi massicciamente dopo essere venuta a conoscenza di un progetto che indubbiamente sarebbe stato di notevole impatto sul piccolo territorio sangiustese».
Il comitato ripercorre anche la storia dell’impianto, iniziata nel 2014. «La vicenda è uscita alla ribalta per caso grazie all’interessamento di un gruppo di cittadini che si sono voluti informare al riguardo. Questi cittadini da oltre un anno, con il grande sostegno anche economico di alcuni imprenditori della zona, si sono riuniti, hanno indetto assemblee, acquisito documenti, fatto richieste di accesso agli atti, letto e riletto con i consulenti tecnici centinaia di pagine, preso appunti, scritto osservazioni, fatto centinaia di telefonate, e percorsi altrettanti chilometri, inviato mail a iosa, bevuto un numero indefinito di caffè, il tutto per essere consapevoli di cosa sarebbe stato questo impianto. Nessuno li aveva informati al riguardo, nessuno aveva chiesto a loro ed alla cittadinanza cosa pensassero di questa attività. Forse sarebbe stato meglio farlo per rispetto della popolazione, rispetto dell’ambiente e del paesaggio, rispetto nei riguardi delle future generazioni che meritano di godere del nostro territorio come ne possiamo godere noi oggi».
Commentano il diniego anche i consiglieri di opposizione Andrea Salvatori, Romina Tortolini e Paride Castricini: «Un grande risultato per Monte San Giusto, i cittadini hanno tirato un sospiro di sollievo. Bastavano scelte urbanistiche più oculate e maggiore rispetto dell’ambiente. Invece, purtroppo, l’amministrazione comunale è stata la grande assente di questa vicenda: alla scarsa trasparenza iniziale verso i propri cittadini, ha fatto seguito una ininterrotta reticenza ad oggi perdurante.
Il nostro impegno politico affiancato all’attività insostituibile del comitato cittadino nato per contrastare la nascita dell’impianto, hanno condotto a questa importante vittoria per i cittadini e soprattutto per la nostra salute e per l’ambiente. Rinnoviamo pertanto il nostro grazie al comitato spontaneo che ha fatto un lavoro superlativo in questi lunghi mesi di lotta civile e competente; agli imprenditori che hanno contribuito (anche) economicamente a sostegno dell’azione del comitato; più in generale a tutti i cittadini che in varia misura si sono adoperati con la loro voce per salvaguardare il nostro splendido territorio».



