Duemila cuori per Riccardo:
“Per sempre vivrai in noi”
PIEVE TORINA - Una folla immensa al funerale del 34enne che ha perso la vita in un incidente stradale. La sorella e gli amici di Vari si sono stretti in cerchio intorno al feretro. Tappezzata di foto e di ricordi la recinzione del campo sportivo. Il papà: "Grazie a tutti". Volontari venuti da tutta Italia hanno detto addio al giovane

Lo striscione in ricordo di Riccardo

di Monia Orazi
Alla fine gli amici della frazione di Vari si sono messi in cerchio insieme alla sorella Loredana intorno al feretro di Riccardo: «Siamo quelli di Vari, quelli tosti, quelli del baretto, quelli di Macereto. Come ti abbiamo scritto sullo striscione da sempre e per sempre vivrai in ognuno di noi, grazie di essere veramente unico». Circa duemila persone oggi pomeriggio si sono ritrovate al campo sportivo di Pieve Torina per l’ultimo saluto a Riccardo Milani, il giovane di 34 anni che ha perso la vita sabato in un incidente in moto (leggi l’articolo).
La recinzione del campo sportivo è stata tappezzata dagli amici di Riccardo, i ragazzi di Vari, con le sue foto, con la scritta «Da sempre, per sempre. Vivrai in ognuno di noi. Ciao, Ri», con il suo parapendio, con la maglia con scritto “Daje Marche” e le frasi dei volontari che lo avevano conosciuto al campo dei terremotati di Pieve Torina e che oggi sono venuti da diverse parti d’Italia. Al termine della messa, celebrata alle 15 di oggi dall’arcivescovo di Camerino Francesco Giovanni Brugnaro con i parroci di Pieve Torina, il papà di Riccardo, Luciano, ha ringraziato tutti. «Di Riccardo avete detto tutto voi – ha detto il papà –, grazie per essere venuti qui ed esserci stati vicino, grazie Riccardo per averci riportato tutti insieme”. Parole pronunciate di fronte ad una folla immensa, ancora più grande se si pensa che Pieve Torina, la cittadina di Riccardo, di residenti ne ha 1.500 circa. Al primo banco, al funerale, accanto ai genitori Luciano e Liliana, alla sorella Loredana, il sindaco Alessandro Gentilucci in fascia tricolore, per rendere omaggio al giovane che tanto si è speso in questi mesi per la popolazione duramente colpita dal sisma, con la sua divisa gialla e blu della Protezione civile, senza fermarsi mai, anche se insieme alla famiglia aveva perso la casa. Tanti gli arcieri arrivati da ogni parte d’Italia, che lo avevano conosciuto nelle gare a cui aveva preso parte, con gli stendardi del gruppo camerte “Arcieri De Varano” ed il Palio di Santa Camilla. “Riccardo avrebbe provato a sdrammatizzare, lui non era mai scontato, qualsiasi cosa gli proponevo non diceva mai no, era forte, fortissimo, l’arco più tosto della Fitast, non tirava delle frecce, ma dei pali, a fine gara gli chiedevo quante ne aveva rotte – lo ricorda l’amico Marco Aureli a nome degli arcieri camerti – era carismatico, una roccia, ci ha dato un grande esempio, non molleremo ed andremo avanti”. A nome dei tanti volontari che lo hanno conosciuto in questi mesi lo ha ricordato Silvia Mattioli, del Csi Volley: “Tutti mi chiedevano dov’è Riccardo? Tutti sono rimasti colpiti dalla tua gentilezza, dal tuo sorriso, li accoglievi come vecchi amici e quando ripartivano lo erano diventati, mi dicevi ‘che bella cosa mi hanno detto, non pensavo’. Ti stupivi Riccardo, ma era per ciò che sei, per ciò che facevi. Non ti sei mai tirato indietro, ci mancherai, senza di te siamo come una vela in un porto sconosciuto, come una freccia che ha mancato il bersaglio, continueremo a mettere in pratica quello che ci hai insegnato con il tuo esempio”. L’avvocato Bruno Pettinari ha ricordato l’ultimo volo in parapendio insieme, soltanto pochi giorni fa: “Ricordo la festa per l’esame superato a Bassano del Grappa, ogni volta volare insieme era un incontro tra amici, dobbiamo essere tutti vicini ai genitori ed alla sorella, perchè nei prossimi mesi e anni la perdita di Riccardo sarà un dolore incolmabile”. Anche Antonello Urbani, presidente del torneo delle Gaite di Visso, ha ricordato il sorriso e la grande energia di colui che tante volte è uscito vincitore, dalla rievocazione storica: “Sapevi strapparci un sorriso dopo una giornata dura, non mollavi mai, eri in prima fila, ciao Riccardo”. Il feretro, finito il funerale, è stato poi trasportato fuori dal campo sportivo dai volontari della Protezione civile mentre in cielo si sono sollevati tanti palloncini azzurri e bianchi.
Riccardo ha perso la vita sabato dopo che la sua moto si è scontrata contro un guardrail all’altezza del ponte di Capriglia, a Pieve Torina. Uno schianto violentissimo: il giovane è stato sbalzato dalla moto ed è morto sul colpo. Il 34enne, che ha perso la casa a causa del sisma, era volontario della protezione civile e ha aiutato la sua città ad affrontare l’emergenza.
(Servizio aggiornato alle 22)











Ciao Riccardo
Da sempre per sempre.Vivrai in ognuno di noi.Ciao Riccardo.
Rip in pace eri un Angelo in terra lo sarai ancora di più in cielo. Condoglianze alla famiglia
Non ho parole
Che dolore questi genitori Non ho parole
RABBIA DOLORE PIANTO ancora un giovane
speciale in cielo….forse lassù stanno peggio di noi quaggiù…la meglio gioventù è richiamata dal padre….r.i.p…troverai tanti motociclisti come te farete una bella squadra, SENZA tralasciare i tuoi famigliari….gli aspetta una vita inconsolabile e dolorosa…..