Gruppo Mondial suole: “Basta fango,
nessuna emissione nociva”
PORTO RECANATI - Le quattro aziende che producono fondi in poliuretano hanno reso pubbliche le relazioni di Arpam e Politecnico di Milano. "Siamo una società in regola"

La riunione alla Mondial suole: presenti anche il sindaco Roberto Mozzicafreddo e il vice Rosalba Ubaldi
di Emanuela Addario
Gruppo Mondial suole, «nessun superamento dei limiti per le emissioni sia per quel che riguarda la tossicità che il rischio di effetti cancerogeni». A dirlo è la relazione dell’Arpam che ha monitorato le emissioni del gruppo Mondial suole di Porto Recanati. La storia dei presunti rischi per la salute va avanti da 20 anni e ha visto recentemente un tam tam denigratorio sui social ai danni del polo a cui fanno capo le quattro aziende del gruppo: Mondial Suole, Mondial Plast, Mondial Due e Polimond. «Puzze» e impossibilità a lavorare per i mal di testa prodotti dalle emissioni dei camini delle ditte (che producono fondi in poliuretano) sono le accuse lanciate a ripetizione e che la proprietà non intende più sopportare. E l’azienda lo dice con dati alla mano. Come quelli delle analisi dell’Arpam che nella relazione finale scrive di aver trovato «Valori al limite della rilevabilità», e che «la procedura ha condotto a risultati tali da non rilevare il superamento dei limiti di accettabilità sia per i potenziali effetti tossici cronici sia per i relativi effetti cancerogeni». «Non tollereremo più accuse infamanti.

Il medico del lavoro Roberto Arcaleni
Denunceremo chi continuerà a trascinare la società in un’azione di cattiva immagine che non corrisponde a verità» dice il legale del gruppo, l’avvocato Massimo Bertola. In 10 anni l’azienda è stata sottoposta a oltre 150 interventi ispettivi di Noe, Arpam, Asur, Polizia municipale. «E’ stata ingaggiata privatamente dalla società un’azienda specializzata nel settore per documentare il livello di esposizione dei lavoratori – spiega il medico del lavoro della Mondial Suole, Roberto Arcaleni –. Inoltre ci siamo sottoposti ad uno studio olfatto metrico eseguito dal Politecnico di Milano per accertare se l’azienda fosse fonte di problematiche o i materiali usati fossero cancerogeni. Nell’area non sono stati rilevati problemi tossicologici». Casi di malattie professionali, inoltre non sono mai stati rilevati (l’azienda dà lavoro a oltre 300 persone). «Abbiamo tutte le certificazioni di regolarità. Basta a fango. Non lo tolleriamo più» conclude l’azienda.