Devastano ufficio di pompe funebri,
in 4 imputati per tentata estorsione
CIVITANOVA - Tutto nascerebbe dalla richiesta di pagamento di 3.500 euro per un presunto credito che dicevano di vantare con il figlio di uno dei titolari. Oggi l'udienza preliminare è stata rinviata per la mancanza di una notifica
Tentata estorsione al titolare di un’agenzia di pompe funebri, quattro persone finiscono sotto accusa. Nel settembre del 2015 avrebbero devastato la sede della Apof di Civitanova sostenendo di dover incassare un presunto credito di 3.500 euro. Imputati davanti al gup del tribunale di Macerata il 52enne Nunzio Zaffarano, originario di Vieste e residente a Civitanova, i suoi figli, Roberto e Alessio, entrambi di 25 anni e residenti a Civitanova, e Gianni Severini, 49 anni, anche lui residente a Civitanova. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Claudio Rastrelli, gli Zaffarano e Severini, il 22 settembre del 2015, sarebbero entrati negli uffici della Apof per costringere uno dei titolari, Graziano Cerquetti, a corrispondere loro la somma, non dovuta secondo l’accusa, di 3.500 euro, sostenendo di avere un credito nei confronti del figlio. A riprova di questo avevano esibito anche un assegno di 2.500 euro (risultato smarrito nel gennaio del 2015). Per cercare di ottenere il denaro avrebbero preso a schiaffi l’uomo, avrebbero rotto computer, arredi, ribaltato scrivanie e sedie dicendo che quello era solo l’inizio. L’uomo però non aveva pagato quanto richiesto perché sul posto erano arrivati i carabinieri, che lui stesso aveva chiamato. Nunzio Zaffarano e Gianni Severini sono inoltre accusati di ricettazione dell’assegno di 2.500 euro. Questa mattina il processo è stato rinviato, al 24 gennaio del 2018, per la mancanza di una notifica. Gli Zaffarano sono assistiti dall’avvocato Stefano Nascimbeni, Severini è difeso dal legale Massimo Pistelli.
(Gian. Gin.)
