Delpriori al G7 della Cultura:
“Vi chiedo di non dimenticarci”

MATELICA - Il sindaco a Firenze ha rappresentato i 131 sindaci del cratere disegnando un quadro a tinte fosche della devastazione del patrimonio culturale

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Lintervento di Alessandro Delpriori

 

di Monia Orazi

“Non sono qui per chiedere aiuto, anche se certo di soldi ne serviranno tanti per ricostruire, ma a chiedervi di non dimenticarci, di starci vicino. Rimettiamo in piedi una chiesa, salviamo gli affreschi e i rosoni, e restituiamo alle persone un luogo dove riconoscersi come comunità. Allora sapremo come ricostruire le nostre vite e il nostro futuro”.  Il giorno dopo che i ministri della Cultura del G7 hanno firmato la storica dichiarazione di Firenze, che condanna la distruzione del patrimonio culturale e chiama la comunità internazionale a un maggiore impegno nel contrasto al traffico illegale di beni culturali, il sindaco di Matelica e storico dell’arte Alessandro Delpriori è stato chiamato a dare voce e sostanza alla distruzione del patrimonio culturale causata dai ripetuti terremoti, che dall’agosto del 2016 hanno sconvolto il centro Italia. “Oggi sono qui per rappresentare 131 persone straordinarie, sono i 131 sindaci dei comuni colpiti dal terremoto che da subito sono stati in prima linea, che hanno rassicurato i cittadini, che hanno lavorato giorno e notte per mettere in sicurezza le persone per dare una via di fuga, una soluzione temporanea e cercare di far continuare la vita anche dove non c’è più nulla – ha detto Delpriori nel suo lungo discorso – ricostruiremo le case, ma prima dobbiamo ricostruire le comunità. Per farlo dobbiamo guardare ai valori identitari della nostra gente: primo fra tutti il legame con il territorio che ha generato un’economia legata al turismo, all’enogastronomia di qualità, allo sfruttamento sostenibile del paesaggio che era per larga parte autosufficiente e in crescita. In secondo luogo il legame inscindibile con il patrimonio storico artistico”.

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Il sindaco Delpriori con il ministro canadese Melanie Joly

Delpriori ha disegnato un quadro a tinte fosche della devastazione del patrimonio culturale: “I numeri sono impressionanti, 3500 chiese inagibili per il sisma, oltre 12000 opere d’arte recuperate e depositate in siti sicuri da centinaia di uomini del Ministero dei Beni Culturali, dal Corpo dei Vigili del Fuoco e dal Nucleo di Tutela dei Carabinieri, uomini e donne che hanno lavorato da subito e duramente, ma il lavoro è ancora lunghissimo. Troppe sono gli oggetti d’arte ancora in pericolo, per non parlare delle opere immobili, affreschi, stucchi, portali e rosoni che devono essere assolutamente salvati, perché significa non solo arrestare la perdita di un bene, ma vuol dire soprattutto lavorare per garantirci un futuro. Parlare di Beni Culturali in un momento come questo non è un vezzo, è la necessità di rimettere in piedi l’essenza stessa di queste terre. Sono le terre di San Benedetto e di San Francesco, di Giacomo Leopardi e di Enrico Mattei”.

g7-cultura-firenze-2-400x203Il discorso del sindaco di Matelica si è concluso con un appello al premier Paolo Gentiloni, al ministro Dario Franceschini, ai ministri della cultura dei paesi del G7 a stare vicino al cuore dell’Italia ferita dalle scosse: “Dobbiamo allora studiare e far conoscere le nostre opere d’arte, lavoriamo insieme con il Ministero e le Università per far sì che il nostro patrimonio diventi laboratorio di studi e di ricerca, un modo per conoscerlo e quindi difenderlo – ha proseguito – oggi non sono qui a chiedere aiuto, certo, servono tanti soldi e non so se ne avremmo a sufficienza. Oggi sono qui a chiedervi di non dimenticarci, di starci vicino, di permetterci di ricostruire non solo le costruzioni, ma anche la nostra gente. Rimettiamo in piedi una chiesa, una antica pieve di un paese, saldiamo gli intonaci di un affresco, salviamone il rosone, gli altari e poi apriamo la porta, restituiamo alle persone un luogo dove riconoscersi come comunità, allora sapremo che potremo avere un futuro”.

g7-cultura-firenze-400x300Il tema della sicurezza e della pronta reazione contro la distruzione dei beni culturali è stato al centro dell’impegno del primo giorno del G7, tanto che il ministro Franceschini ha parlato di forze internazionali per tutelare i monumenti e le opere d’arte: “I caschi blu della cultura sono un’idea di cui ci sarà sempre più bisogno nel futuro, l’Italia è stata la prima a costituirla. La discussione si è concentrata su molti argomenti, in primo luogo sul patrimonio culturale che è minacciato dal terrorismo e dalle calamità naturali e che la comunità internazionale stessa deve impegnarsi per proteggere e tutelare”.

 


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