Quale futuro
per le Camere di Commercio?

TRASFORMAZIONE - L'Ugl ribadisce il suo appoggio a due enti camerali, Marche-Nord e Marche-Sud

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Salvatore Zizzi

 

Si va verso la riforma delle Camere di Commercio delle Marche, l’Ugl  ribadisce di essere favorevole a due Enti camerali, Marche-Nord e Marche-Sud, per diverse ragioni: «Il limite dimensionale obbligatorio di 75.000 imprese che vedrebbe nelle due realtà costituende rispettivamente 106.000 e 103.000 imprese per ciascuna Camera di commercio, quindi equi-dimensionate; 4 Camere su 5 si sono espresse favorevolmente. Inoltre si evita così che la Camera di commercio unica rappresenti un mostro amministrativo, “brutta copia” della Regione. Contano poi la contiguità geografica tra il territorio del maceratese e del fermano e i rapporti di collaborazione tramite convenzioni tra le Camere di Macerata, di Ascoli Piceno e di Fermo. Il segretario provinciale Ugl Salvatore Zizzi chiede ai presidenti  delle Camere di commercio di Pesaro-Urbino e di Ascoli Piceno di chiarire le loro vere intenzioni a Cgil e Cisl di assumere una posizione ufficiale, chiara ed inequivocabile a tutela dei lavoratori.
«Ciò che preme al sindacato Ugl – prosegue Zizzi – sono la dislocazione sul territorio dei presidi camerali, la tutela delle specificità dei territori, la salvaguardia dei posti di lavori che nella ipotesi di una sola Camera di commercio vedranno diverse unità lavorative soprannumerarie. A questo punto le lavoratrici ed i lavoratori delle Camere di commercio marchigiane sapranno a chi rivolgersi per chiedere le dovute spiegazioni di errori commessi, di azioni inopportune, di omissioni gravi, alla Regione Marche (al presidente Ceriscioli e all’assessora Bora) promotori della distruzione del sistema camerale marchigiano, sulla scia della “riforma” scellerata degli Enti camerali  voluta dall’ex presidente del Consiglio Renzi in persona; all’UnionCamere nazionale che sembra piuttosto allineata sui diktat di natura squisitamente politica della Regione Marche, anziché assolvere al proprio mandato istituzionale di “cura e rappresentanza degli interessi generali delle camere di commercio”, alla Cgil e alla Cisl che, appiattite sulle posizioni politiche della Regione Marche, fanno “il pesce in barile”, mettendo a repentaglio decine di posti di lavoro».


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