Tolentino fa il punto sul sisma,
Ceriscioli: “tutti gli strumenti
nell’ordinanza sulla ricostruzione pesante”
RIPARTENZA - Storie, testimonianze e richieste da parte dei tanti residenti che hanno ancora enormi difficoltà a riprendere una vita normale. Il presidente della Regione rassicura. Il commissario Errani: "dobbiamo imparare a lavorare insieme, occorre accelerare, i tecnici locali vanno coinvolti nei tavoli di confronto"
Tre ore di domande, di storie di gente che ha perso tutto, di tecnici che non sanno come far partire la ricostruzione leggera, perché le norme sono troppo complicate, perché le banche a cui si chiede di aprire il conto non lo fanno, domande di contributi per attività commerciali danneggiate ancora da attendere. Nell’incontro di oggi pomeriggio a Tolentino, al teatro Santo Spirito strapieno di gente si sono offerti al fuoco di fila delle domande il sindaco Giuseppe Pezzanesi, il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il capo dell’ufficio speciale per la ricostruzione Cesare Spuri, Roberto Oreficini della Protezione civile nazionale, alcuni tecnici regionali.
Dalla parrucchiera che ha perso il negozio e si è spostata, alla titolare di agriturismo che si è vista fermare l’attività ed ha paura di dover chiudere, a chi ha pochi danni e non riesce ancora a far partire i lavori, ai timori di una cittadina che Tolentino perda abitanti e dunque la possibilità di ospitare l’ospedale unico ed il nuovo polo scolastico, per cui l’accordo è stato raggiunto pochi giorni fa. Agli interventi dei cittadini si sono aggiunti quelli dei tecnici, prevalenti in platea. Hanno chiesto di partecipare ai tavoli di confronto di poter presentare le proprie proposte perché conoscono il territorio e le sue necessità. Perplessità sull’entità dei contributi, sul numero massimo di trenta incarichi a professionista per i progetti di ricostruzione pesante. Bacchettati tutti per la scarsa conoscenza delle informazioni trasmessa ai cittadini, per cui è stato annunciato un potenziamento.
Prima del via al dibattito Pezzanesi snocciola i dati di Tolentino: ci sono 1.450 famiglie che hanno il contributo di autonoma sistemazione per un totale di 4 mila e 500 persone, 223 che alloggiano nel villaggio container, 275 nelle strutture ricettive. Quattromila le abitazioni inagibili, un migliaio i sopralluoghi da finire entro poche settimane. Spuri ha specificato che a Tolentino in tre settimane si chiuderanno i sopralluoghi, 500 ordinanze di inagibilità da trasformare in Fast, 300 sopralluoghi ancora da evadere. Per i contributi di delocalizzazione si danno 350 euro al metro quadrato, sino al cento per cento della superficie dell’attività danneggiata, anche se nel nuovo negozio si rinunci fino al 35 per cento dei metri quadrati totali. Secondo i dati enunciati da Ceriscioli il contributo una tantum di 5 mila euro deve ancora essere erogato dall’Inps per procedure burocratiche, ma sono stanziati 34 milioni di euro per la copertura, anche se le domande finora presentate impegnano solo un terzo di questa cifra.
Il presidente regionale ha detto che con la prossima approvazione dell’ordinanza sulla ricostruzione pesante, ora in giacenza alla Corte dei Conti, ci saranno tutti gli strumenti per ripartire. Ha esortato i tecnici a presentare i progetti e non farli accumulare, dicendo che sinora sono pochi quelli arrivati per la ricostruzione leggera, affermando che le risorse ci sono, già nove banche hanno firmato la convenzione, altre stanno firmando e si tratta solo di aprire conti di appoggio per pagare le imprese. Ceriscioli ha anche detto che ci sono duemila opere pubbliche lesionate, per un totale di due miliardi di euro, la priorità sarà data alle scuole. Cinquemila gli appartamenti invenduti in tre province, interessati dal bando di acquisto che scade il 2 aprile, per dare una nuova casa agli sfollati. Sono 600 invece le domande presentate complessivamente per la delocalizzazione delle attività commerciali. Importantissimi secondo Ceriscioli i 240 milioni di fondi europei, tra Fesr e Coesione e sviluppo, per completare le infrastrutture e creare possibilità di sviluppo economico.
A questi vanno aggiunti fondi specifici per l’agricoltura ed i 280 milioni di euro per il prima fase di messa in sicurezza delle strade da parte di Anas. “Anche se sono dell’Emilia Romagna il mio obiettivo è di ricostruire come prima e meglio di prima – le parole di Errani – dobbiamo imparare a lavorare insieme, occorre accelerare, i tecnici locali vanno coinvolti nei tavoli di confronto”. Errani ha ribadito che si farà la microzonazione sismica e che si sta lavorando con l’Anci al decreto sugli enti locali, che assicurerà la soluzione della copertura di tasse, come quella rifiuti, per cui i Comuni devono garantire il totale dei costi, anche se le famiglie sono sfollate.

