Inaugurata la casa di accoglienza
per donne e bambini (foto)
CIVITANOVA - Al taglio del nastro il presidente della Regione Luca Ceriscioli: "Garantire dignità a chi è in difficoltà descrive la nostra identità"
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Dopo anni di chiusura, torna a vivere, restituendo una speranza a donne e bambini, la casa di accoglienza San Silvestro. Questa mattina il taglio del nastro per la struttura che conta 12 posti letto e ospiterà donne, gestanti e bambini in condizioni di particolare fragilità sociale, povertà o vittime di violenza. La ristrutturazione e recupero dello stabile che si trova a Civitanova Alta è costato 500mila euro ed è stato possibile grazie ai finanziamenti pubblici della Regione e del comune. Un ambiente bello, che si sviluppa su tre piani e nel quale donne in difficoltà potranno provare a ricominciare con la propria vita. L’inaugurazione questa mattina è avvenuta alla presenza di numerose autorità. C’era il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il presidente dell’ambito 14 Carlo Flamini, il sindaco Corvatta, il vice sindaco Silenzi, la presidente della commissione servizi sociali Lidia Iezzi, il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili, i consiglieri comunali, il presidente del Paolo Ricci Sergio Andrenacci e tutti i collaboratori dei servizi sociali che in questi anni hanno collaborato per la riapertura della casa d’accoglienza. Commozione ed emozioni sono affiorate durante i discorsi delle autorità, in primis dalle parole del sindaco Corvatta che ha ringraziato uno ad uno chi ha contribuito a far diventare realtà, questa struttura destinata al sociale, che era chiusa dal 1995.
«Aggiungiamo un tassello al progressivo recupero della città alta – ha detto il sindaco – spesso con i servizi sociali accogliamo storie di disperazione, di donne, spesso anche di bambini e ci sentiamo inermi. Questa nuova struttura servirà a sentirci un pò meno inermi e più utili». Il vicesindaco Silenzi ha ricordato la sua personale battaglia per garantire i diritti di accoglienza ai malati di mente, quando decise di fare lo sciopero della fame per vedere garantita ai malati di mente, dopo la legge Basaglia una vita dignitosa in un’epoca in cui i malat venivano relegati ed emarginati. «Questa è una vittoria» – ha detto la Iezzi.
«Questo è un bell’esempio di come con un’ampia collaborazione si possano fare cose importanti – ha dichiarato il Governatore delle Marche – questo centro dimostra che la comunità è fondata su valori forti e con queste basi si può vincere qualsiasi sfida. Garantire dignità a chi è in difficoltà ci dice quale sia il nostro orizzonte di valore e descrive la nostra identità. Mi complimento con tutta l’Amministrazione e con tutti quelli che hanno lavorato al progetto». All’interno della struttura alcuni artisti hanno donato delle opere pittoriche per abbellire gli interni e rendere più familiare e accogliente gli spazi comuni e le stanze residenziali.










ok, altri 12 immigrati avranno un dignitoso tetto di soli 500 mila euro (nulla contro di loro ovviamente) con gli italiani che si contendono la pasta alla caritas e che si cospargono di benzina
Giorno verrà che i nastri si vendicheranno di tutti i tagli subiti.