Il prete anticamorra al Gentili:
“Non ho paura,
ma l’organizzazione è potentissima”

MACERATA - Don Aniello, ex parroco di Scampia, ha incontrato gli studenti raccontando la sua esperienza. Nel corso dell'incontro è stato annunciato che il centro anti-stalking che avrebbe dovuto ospitare le donne vittime di atti persecutori nella canonica di Cesi a Serravalle, non si realizzerà perché i locali della parrocchia sono stati dichiarati inagibili

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L’incontro all’Itc Gentili

 

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Don Aniello

 

 

Non si farà il centro anti-stalking che avrebbe dovuto ospitare le donne vittime di atti persecutori, nella canonica che fu di ‘don Terremoto’, alias don Cesare Grasselli, a Cesi sull’altipiano serravallese al confine con l’Umbria, epicentro del sisma del ’97. Non si realizzerà almeno per il momento, considerato che i locali della parrocchia –una costruzione unica con la chiesa- sono stati resi inagibili dalle ultime scosse. Lo ha annunciato don Aniello Manganiello, il prete-anticamorra, l’ex parroco di Scampia, nel corso del lungo, appassionato incontro con alcune centinaia di ragazzi dell’Ipsia ‘Corridoni’ (dalle tre sedi di Corridonia, Civitanova e Macerata) e dell’Itc Gentili, tutti ospiti dell’auditorium di quest’ultimo istituto.
Un incontro maturato all’interno del progetto ‘Legalità’ avviato dalle insegnanti Daniela Meschini e Francesca Serafini Baraboglia; con loro al tavolo la collega Daniela Paci in rappresentanza della dirigente scolastica, prof. Francesca Varriale. Con loro il ‘padrone di casa’: il dirigente scolastico prof. Pierfrancesco Castiglioni.
Presente per quasi l’intera durata del dibattito il sindaco avv. Romano Carancini che al momento del congedo e dopo un appassionato intervento di saluto e sui valori della legalità, ha riscosso parecchi applausi che hanno soffocato qualche fischio (di natura anti-istituzionale).

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Il terremoto ha innescato ancora più direttamente il discorso sulla legalità. “Epperò, don Aniello, deve convenire che la ricostruzione, 20 anni fa, non è stata infiltrata dalla camorra…” ha suggerito l’intervistatore Maurizio Verdenelli. Sogguardato alla stregua di un inguaribile ingenuo dal sacerdote: “A me risulta il contrario, a livello di subappalti hanno lavorato pure ditte di Casal de’ Principi, legate al clan Zagaria. Ed altre imprese campane sono state pure subappaltatrici di infrastrutture viarie nell’area umbro-marchigiana…”.
“Lei ha paura della camorra?” gli ha chiesto il giornalista. “No, ma l’organizzazione è potentissima, muove tanto denaro in Italia e all’estero. Nella sua area geografica di appartenenza è poi …un ammortizzatore sociale. Non a caso Scampia rappresenta il supermercato europeo della droga. Quando abbastanza di recente hanno arrestato un boss locale, la gente non è stata per nulla contenta perché dava ‘lavoro’. Intendiamoci la vita del camorrista è durissima stretto tra le cosche rivali e le forze dell’ordine”. Ancora “Tuttavia ancora con più forza bisogna dire ai giovani di non avere paura, di muoversi secondo coscienza, come indicava don Milani”. E parafrasando M.L. King: “Il silenzio dei buoni non fa altro che perpetuare il male”. I ragazzi dell’auditorium hanno ascoltato in silenzio la ‘predica’ di questo ‘strano prete’ che entrava dritta nel cuore e nella mente. L’incontro è durato tre ore filate: sarebbe potuto durare di più data la disponibilità dei ragazzi. Una prova concreta? Per tutto il tempo non si è sentito trillare una volta la suoneria di un cellulare!
Ancora, don Aniello: sui mali di Napoli e sulla recente polemica tra Roberto Saviano e il sindaco De Magistris, lei con chi sta?
“Con quest’ultimo, mi vorrei tuttavia limitare a questo caso” è la risposta. Ma si sa, don Manganiello è noto per non essere mai troppo tenero con lo scrittore.

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Don Aniello e Maurizio Verdenelli

 

Cristo si è fermato a Scampia?
“No, fortunatamente solo ad Eboli e solo nel romando di Carlo Levi. E neppure lo Stato e l’attenzione pubblica nazionale si sono fermati alle porte di Scampia anche se talvolta si è presi dallo scoramento e si pensa che forse non è poi in fondo così. Ma poi quando ritorno nella mia ex parrocchia mi riempio d’entusiasmo. La gente mi ferma: occorrono ore per fare cento metri!”.
Cristo no, ma la Chiesa?
“Non ho avuto sostegno dalla Curia quando nel 2008 ‘Le Jene’ mi hanno intervistato: un servizio che ha avuto clamore. La risposta? Immediata convocazione a Napoli. Non dovevo più dare interviste, e dopo due anni sono stato allontanato da Scampia”.
Adesso?
“Ora la camorra è ancora più forte grazie alla sua potenza economica e alla crisi generale che offre ‘soldati’ all’organizzazione criminale. Pensiamo alla Terra dei Fuochi. Non è più bonificabile anche se Matteo Renzi (critiche dure anche al ministro Poletti per le frasi sui giovani che se ne vanno dall’Italia ndr) ha detto a suo tempo di ‘sì’. Non può essere così, le falde sono troppo inquinate. Da tutta Europa ci hanno scaricato cinquecentomila tir, anche scorie radioattive. E adesso cominciano a morire di tumore anche i bambini, anche di quattro anni. Lo dice in questi giorni Coldiretti: le agromafie hanno aumentato il loro sporco volume di affari del 30%, con un fatturato complessivo di 21,8 miliardi nel 2016”.
L’attrice Ylenia Gazzella (CTR Macerata) ha letto tra una domanda e l’altra brani scelti. Riferimenti forti a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Peppino Impastato ma anche a don Puglisi e don Diana.

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Don Aniello: “L’esempio è tutto. Talvolta i preti però non lo offrono. A Scampia, appena arrivato, ho tagliato gli allacci pirata di ville abusive di boss che costavano alla parrocchia 4 milioni, in lire, ogni bolletta. Soldi pubblici per mandare avanti i centri giovanili, per strappare i ragazzi da malavita e droga, finivano così e nessun mio predecessore si era ribellato…”.
La giornata maceratese dell’ex parroco di Scampia (ora è vice a Ferentino nel Frusinate) è proseguita a pranzo con alcuni amici maceratesi e con il direttore della scuola coordinata dell’Ipsia a Macerata, ing. Antonello Romagnoli. Che gli confida, confermando: “Sa, don Aniello, è vero: per quanto riguarda la ricostruzione post sisma del 97, mi sono imbattuto da tecnico in pratiche di imprese edili del Casertano, peraltro con progetti firmati da colleghi campani…”. Un’insegnante gli chiede: Che ne pensa dei reati sessuali di qualche parrocco, come la cronaca segnala?. “Che si dovrebbe autorizzare il matrimonio anche per il clero cattolico” è la risposta.
Nel pomeriggio altri incontri con i ragazzi maceratesi, altre foto, ancora entusiasmo. Anche stavolta il prete ‘che non ha paura della camorra’ ha seminato bene.

(Foto di Lucrezia Benfatto)

 

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