I borghi gioielli delle Marche
prima marginalizzati e poi dimenticati

SISMA - Le casette ordinate solo a febbraio e marzo. Costano troppo? Allora lo Stato acquisti appartamenti. Dell’area defiscalizzata non se ne parla più. La Valnerina diverrà un’incompiuta e le macerie oggetto di visite turistiche?
- caricamento letture

bellesi

Ugo Bellesi

 

di Ugo Bellesi

Era una convinzione diffusa da sempre tra gli appartenenti al popolo dei Sibillini, ascolani, fermani e maceratesi, che questo territorio fosse stato se non “abbandonato”, sicuramente dimenticato da quanti dovrebbero avere a cuore le sorti del nostro paese. E le prove ce ne sono state tante: la chiusura degli ospedali, l’accorpamento delle scuole nei centri maggiori, la situazione delle strade non certo soddisfacente, il rifiuto costante degli appelli lanciati dai Comuni, depauperati delle loro già scarse risorse, e via elencando. Sempre con la scusa della “razionalizzazione” e della “scarsità di mezzi”. E basterà ricordare che la più grande “incompiuta” delle Marche è quella di Passo Cornello, il traforo iniziato e mai ultimato. Per non parlare della famosa “pedemontana” che ancora resta nelle aspettative di tante cittadine dell’entroterra. E perché non pensare alla Valdichienti, la Civitanova-Foligno, ultimata solo lo scorso anno ma i cui lavori erano iniziati nei lontanissimi anni ’70?

sisma-26-10-2016-caldarola-9-400x267

Il commissario Vasco Errani

 Ma perché rivangare tante ferite? Soltanto per il fatto che finalmente qualche personaggio dell’area governativa ha preso coscienza dei danni che si sono accumulati negli anni. Per primo è stato il commissario Errani che ha detto chiaramente: “Se andiamo nelle Marche parliamo di un territorio enorme, con gravissime difficoltà infrastrutturali e di collegamenti già da prima del terremoto”. Più recentemente lo stesso ministro Orlando ha confermato questo concetto dicendo: “C’è un tema di fondo. Questi Comuni subiscono l’ennesimo colpo! In verità questi Comuni si trovano in aree che sono state marginalizzate…”

visso26-400x225

Il centro di Visso

 Finalmente ci si è resi conto che quando ci sono state le emergenze quegli ospedali, quelle scuole e quelle strade più efficienti sarebbero state molto utili. Mentre altrove si costruivano direttissime, tangenziali, circonvallazioni qui si negavano anche piccole deviazioni stradali. Così ora ci si è accorti che basta alcune case pericolanti a ridosso di una arteria per bloccare anche una statale. E ci si è accorti anche che i piccoli ospedali potevano essere utili. Se è vero come è vero che per le cure mediche, ora gli abitanti di Visso e delle sue frazioni nonché dei comuni limitrofi con problemi di viabilità dovranno trasferirsi in Umbria alla guardia medica di Colfiorito e Cerreto-Sellano mentre l’assistenza di emergenza viene garantita dal 118 della Usl Umbria 2 con l’utilizzo della postazione di Casenuove-Colfiorito e così anche l’urgenza-emergenza è assicurata dal pronto soccorso degli ospedali della Usl umbra, primi fra tutti Foligno e Spoleto, la specialistica ambulatoriale a Colfiorito, Sellano e Cerreto.

E la considerazione imperante che il territorio dei Sibillini sia “marginale” ha fatto sì che venisse sottovalutata anche la gravità dell’evento sismico. Tanto è vero che si è fatta confusione tra emergenza e ricostruzione. L’emergenza richiede tempi rapidissimi di intervento per cui per ordinare le stalle per gli allevatori non si doveva aspettare di conoscere il numero esatto delle esigenze e solo dopo fare l’appalto. E poi perché la gara di appalto è stata affidata alla Regione Lazio e non alle Marche o all’Umbria? L’emergenza terremoto come l’emergenza alluvione non consente ritardi e le gare di appalto fanno perdere tempo prezioso. Si sa bene che in caso di terremoto occorrono stalle per gli allevatori e case di legno per gli abitanti. Perché non si procede, mesi prima dell’emergenza, una selezione delle imprese più affidabili cui assegnare l’incarico di fornire le attrezzature necessarie?

animali-neve-azienda-agricola-scolastici-visso-4-400x267

Un asino dell’azienda agricola Scolastici

Questi ritardi, in base ad un dossier della Coldiretti, ci sono costati oltre 10mila animali morti, feriti o abortiti. Per non parlare del latte che si è dovuto buttare via perché gli allevatori non potevano arrivare ai caseifici. Non migliore la situazione delle persone. “Deportate” negli alberghi della costa, alcune famiglie hanno appreso solo dopo mesi che la loro abitazione era agibile. Questo perché i tecnici Aedes erano insufficienti. E come mai non ci si è resi conto che l’intervento dei tecnici era indispensabile e il più urgente? Così succede che qualche allevatore, pur di non abbandonare i propri animali, è costretto a rimanere ancora nella sua casa anche se lesionata. Perché per la popolazione si è scelta la “deportazione” negli alberghi della costa sapendo che queste strutture da primavera in poi saranno occupate dai villeggianti? Quelle attività ricettive che sono state trovate ora nell’entroterra, per trasferirvi (“come pacchi” dice qualcuno) quanti debbono lasciare gli alberghi della costa, non potevano essere reperite subito dopo il sisma (evitando quindi il doppio trasloco) prima dei massicci trasferimenti al mare?

ministro-oralando-civitanova-FDM-4-400x267

Il ministro Orlando venerdì scorso a Civitanova

“In queste ore – ha dichiarato il ministro Orlando – ho verificato come ci siano problemi che riguardano il funzionamento della filiera istituzionale, la difficoltà delle procedure che rende lento l’intervento dello Stato! …Noi dobbiamo aiutare chi resta su quei territori non soltanto perché è una parte dell’Italia importante, ma anche perché chi resta presidia delle parti di territorio che sono fondamentali per la nostra sicurezza, per il nostro livello di vivibilità”. Il problema maggiore è stato creato proprio dalla “filiera istituzionale” troppo lunga con i centri decisionali troppo lontani dalla zona del sisma. Bisognava affidare subito ai sindaci i poteri necessari per poter intervenire. Sono i sindaci l’ultimo anello dello Stato con i cittadini. Sono loro che conoscono i problemi della propria gente perché li vivono essi stessi in prima persona. Si dirà: e se sbagliano? Si nomina un commissario che li sostituisce. Ma i sindaci, se vogliono essere rieletti, faranno in modo di non sbagliare soprattutto in situazioni di emergenza. E se fanno bene? Allora significa che abbiamo trovato delle persone valide che un domani possono meritare di candidarsi per entrare in Parlamento. Visto che c’è carenza di classe dirigente valida, questo è il sistema più pratico per rinnovarla.

Ma è mancato anche un centro di coordinamento dei sindaci. Esso era costituito dalla Provincia ma questo ente è stato depauperato di poteri e di finanziamenti per cui non ha potuto svolgere il ruolo che le competeva da sempre. Ma anche le Camere di commercio hanno avuto tagliato il loro bilancio del 50% sottraendo quindi alle piccole e medie aziende colpite dal terremoto quei finanziamenti che oggi sarebbero stati indispensabili per ripartire. “Il popolo dei Sibillini – ci ha detto un sindaco – è costituito da gente che non ha fatto mai molto affidamento sugli interventi dello Stato, destinati spesso ad altre regioni più vicine a Roma, per cui è abituata a far da sé, con le proprie forze. Così per le stalle provvisorie agli allevatori sarebbe stato sufficiente far arrivare loro un camion di tavole e avrebbero risolto la situazione ben prima delle nevicate!”

tajanizonar26-400x300

Camerino, la zona rossa a sei mesi dal sisma

Dopo mesi e mesi dal sisma ci sono ancora centri storici bloccati con le “zone rosse”. Mentre le macerie sono ancora al loro posto come le ha lasciate il terremoto. “Come mai – si domanda un altro sindaco a ridosso dei Sibillini – nessuno provvede, o lo fa con molta lentezza, a sgomberare le strade almeno dei centri storici? E poi si può lasciare chiusa la Valnerina per mesi? Quella è un’arteria fondamentale per chi vive in montagna! Mi hanno detto che in via provvisoria il problema avrebbe potuto essere risolto in soli 15 giorni dall’intervento del Genio militare. Perché nessuno ci ha pensato? Per fortuna ora c’è l’intervento dell’Anas ma si parla di riaprire la strada soltanto fra sei mesi”. E’ evidente che si sta facendo di tutto per agevolare lo spopolamento di questi territori. Così ad esempio in un giornale del 7 marzo si è letta questa notizia ufficiale: “Sono in arrivo 836 casette nelle Marche, di cui 639 ordinate da un paio di settimane, e altre 207, destinate a Pievetorina, il cui ordine è partito ieri”. Bene! Gli eventi sismici risalgono ad agosto e ad ottobre 2016, e chi di dovere autorizza la fornitura delle casette rispettivamente solo il 21 febbraio e il 6 marzo 2017? Arriveranno prima dell’inverno?

Come se questo non bastasse per il popolo dei Sibillini c’è un altro problema che non va giù: “Prendiamo ad esempio una casa il cui danno è classificato al massimo livello, cioè inagibilità Fast. Alle Marche daranno, per una casa fino a 120 metri quadrati, 1.350 euro a metro quadrato; in Emilia ne davano 1.450. Ma se la superficie è più grande, a noi daranno 800 euro a metro quadrato, mentre in Emilia-Romagna il rimborso era di 1.200 euro”. Qualcuno ha promesso che presto si porrà rimedio a questo “errore”. Comunque sia è sempre la conferma che i marchigiani sono “figli di un Dio Minore”.

casette-5-400x300

Casette di legno a Monte Cavallo

Ma i sindaci terremotati hanno sollevato anche un’altra incongruenza: “Come mai le casette per gli sfollati arrivano sempre prima nei Comuni dell’Umbria e del Lazio? Io capisco – ci dice un primo cittadino dell’alto ascolano – che ad Amatrice ed altre località ci siano stati dei morti, ma perché i morti di Arquata e Pescara del Tronto sono di serie B? Inoltre non va bene che quando sollecitiamo per avere le casette l’ing. Spuri ci rinfacci che ogni Sae costa sui 100mila  euro”. Peraltro va detto che Spuri aveva fatto questa cifra per ribadire che “La soluzione migliore, dato che le casette costano molto e dovranno essere dismesse a distanza di anni, è quella di acquistare da parte dello Stato appartamenti già disponibili da utilizzare in futuro per altre emergenze”. A parte il fatto che gli appartamenti costano più delle casette, a quali emergenze pensa l’ing.Spuri, oltre ai terremoti? Ma la cosa più grave è che il terremoto, sia in tv che nei grandi quotidiani, non figura più come un problema. Gli argomenti più pressanti sono diventati l’Alitalia, le banche, le primarie del Pd, la povertà che cresce, il lavoro che manca. E i terremotati? Non figurano neppure nei titoli di coda. E così la “No tax area” e le altre proposte per rilanciare l’economia e soprattutto il turismo dei Sibillini possono attendere con buona pace di quelli che sono i “borghi gioielli delle Marche”.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X