Sisma, prosegue il recupero
dei beni culturali
FOTO - Messi al sicuro oltre 600 preziosi beni contenuti in strutture gravemente danneggiate

Le operazioni coordinate di carabinieri, vigili del fuoco e volontari
Settimana intensa di lavoro per l’unità di crisi dei beni culturali delle Marche. I funzionari del Mibact hanno coordinato una serie di recuperi che hanno riguardato le province di Macerata, Ascoli e Fermo. Le operazioni svolte in sinergia da carabinieri, vigili del fuoco, volontari della Protezione civile e funzionari delle diocesi di Camerino, Ascoli Piceno e Fermo hanno consentito di mettere al sicuro oltre 600 preziosi beni contenuti in strutture gravemente danneggiate dal sisma. Inoltre sono stati recuperati oltre 100 metri lineari di archivi e biblioteche con importanti documenti che ricostruiscono la storia delle comunità sin dal 1500. E’ la zona del Maceratese quella che presenta il maggior numero di interventi, svolti a Camerino, Ussita, San Severino, San Ginesio, Caldarola e Bolognola. Tra i più importanti recuperi, a Camerino, quelli nella chiesa di San Pietro e in quella di San Savino in frazione Mergnano (undici dipinti olio su tela in totale, raffiguranti “scene religiose e Santi” dei secoli dal XVII al XVIII, autori ambito marchigiano e un crocifisso in legno dipinto del XVII secolo), nella chiesa Madonna Delle Carceri (tre dipinti dei secoli dal XVI al XVII, autori ambito marchigiano, e un crocifisso del XVII secolo) e a Santa Palazia in frazione Agnano (tre dipinti dei secoli dal XVII al XVIII, autori ambito marchigiano).

Cinque i dipinti olio su tela del XVII secolo recuperati all’interno della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio in frazione Casali ad Ussita, molte le opere tratte in salvo dalla chiesa di Sant’Andrea in frazione Calcara (guarda il video). Oltre ad otto dipinti olio su tela e su tavola del XVI/XX secolo, quattro sculture in legno dipinto del XV e del XVIII secolo e due affreschi staccati del XV secolo (San Giovanni Battista e Sant’ Andrea, Madonna con Bambino). Dalla chiesa Santa Maria in Carpignano a San Severino recuperata una campana in bronzo del 1470 mentre a San Ginesio, chiesa Santa Maria in Vepretis, oltre a nove dipinti olio su tela dei secoli dal XVII al XVIII sono stati messi al sicuro un crocifisso in legno policromo del XVI secolo e uno in legno dorato del XVII. Le operazioni hanno riguardato anche la chiesa di San Martino a Caldarola. Un piviale, due stole, una borsa per corporale, una dalmatica, un pianeta e tre manipoli del XVII secolo appartenenti al Cardinale Pallotta sono stati messi in salvo. A Bolognola infine, nella chiesa di San Nicolò, sono stati recuperati una fonte battesimale in legno scolpito policromo (scuola marchigiana, secolo XVIII) un dipinto olio su tela raffigurante “Crocifissione con Santi” (autore ignoto, scuola marchigiana secolo XVIII) e uno raffigurante la “Morte di San Giuseppe” (autore ignoto, scuola marchigiana secolo XVIII), oltre alla scultura in legno policromo raffigurante “Crocifisso” del secolo XVIII.








