Ghergo, lavoratori
davanti ai cancelli:
“Vogliamo un piano serio”
PORTO RECANATI - Presidio allo stabilimento Gi&e contro i 69 esuberi. Incontro ad Ancona il 7 marzo

(Foto Federico De Marco)
Lavoratori in sciopero oggi per la prima delle iniziative di lotta a difesa del proprio posto di lavoro allo stabilimento Gi&e di Porto Recanati della Ghergo. La procedura di mobilità avviata dall’azienda prevede 69 esuberi su di un totale di 175 lavoratori. Presenti al presidio ai cancelli i rappresentanti sindacali. “C’è stata una grande partecipazione allo sciopero – dice Rocco Gravina, Cisl – chiediamo un piano serio che non può partire dai licenziamenti, con ammortizzatori, che porti a un rilancio perchè le possibilità ci sono tutte”. Boris Basti, UIl: “Pensiamo che sia percorribile la procedura della cassa integrazione. Il 7 marzo avremo un nuovo incontro con l’azienda e proveremo a ridiscuteremo”. Carlo Cesca, Cgil: “Aspettavamo un piano industriale e ci siamo trovati la mobilità per 69 persone, non può essere il piano di rilancio di un sito produttivo, i lavoratori meritano di più, verità e opportunità. Abbiamo fatto richieste precise, siamo disposti al dialogo ma per salvare i posti di lavoro”. Lo stato di agitazione prevede anche lo sciopero degli straordinari, un’ora di sciopero a fine turno dal 1 marzo fino al 6 marzo e ulteriore sciopero di otto ore per il giorno 7 marzo data del nuovo incontro in Confindustria, con presidio ad Ancona.






