Autisti di ambulanza precari,
Uil: “Asur rispetti i patti”
SANITA' - Il problema riguarda 40 dipendenti a tempo determinato e 34 persone che sono transitate nell'azienda sanitaria dalla Croce rossa


Le segreterie locali della Uil Fpl delle Marche chiedono certezza per i contratti degli autisti di ambulanza precari dell’Asur e un futuro certo per gli ex dipendenti della Croce rossa passati da gennaio all’azienda sanitaria. Nei giorni scorsi una riunione all’hotel Cosmopolitan di Civitanova ha permesso agli interessati di confrontarsi sul tema. Sono 40 gli autisti che hanno un contratto a tempo determinato che non sanno se sarà rinnovato, mentre sono 34 gli ex dipendenti della Croce rossa che dal primo gennaio sono passati in Asur (2 nell’Area vasta 3) ma che ancora non sono stati inquadrati. Il problema per gli ex dipendenti della Cri è che, nel passaggio all’azienda sanitaria, non potrebbero svolgere la stessa mansione di prima (autisti di ambulanza) perché si inserisce in una categoria di mansioni diversa. Il rischio, dice la Uil Fpl di Macerata in una nota, è che “le direzioni di area vasta si muovano in maniera disomogenea e fuori dai percorsi già individuati e condivisi tra i sindacati e Lucia Di Furia, dirigente del Servizio salute della Regione. Un confronto sul piano politico che però si è concluso da tempo per lasciare il posto a quello più operativo che si sarebbe dovuto subito riprendere con la direzione generale dell’Asur la quale tuttavia, nonostante la richiesta inviata unitariamente da Cgil Cisl Uil ormai da giorni, ancora non ha convocato le parti”. E in ogni caso, dice la Uil, “bisognerà individuare tutti quei servizi gestiti fino a oggi dall’Asur in convenzione con la Cri che comprendevano il personale transitato” in modo da “reinternalizzarli in un’ottica di risparmio per l’azienda sanitaria stessa. Questi gli impegni assunti che ora ci auspichiamo vengano rispettati e tradotti in pratica evitando pericolose fughe in avanti e tentativi altrettanto maldestri per aggirare la norma a vantaggio di qualcuno e a danno di altri o peggio ancora del servizio stesso.”.
