Braccio di ferro con la Campania,
il Comune va dal legale
“Nessun motivo per chiederci 1 milione”
POTENZA PICENA - Il sindaco Francesco Acquaroli ricostruisce la vicenda, l'ente farà opposizione all'ingiunzione della Regione. "Una delle tante questioni lasciate aperte dalle passate amministrazioni. Nel 2016 costretti a pagare 401mila euro per sentenze passate in giudicato. Puntiamo al risanamento delle casse comunali. Abbiamo ridotto l'indebitamento da 21,5 a 18 milioni"
di Emanuela Addario
“Non c’è alcun elemento per dire che il credito è attuabile. Non è che non vogliamo pagare. Semplicemente non c’è alcun decreto di esproprio. Solo una valutazione della Regione Campania. Poi il nulla, nessun atto successivo fino ad oggi quando noi abbiamo inviato il 2 gennaio scorso una lettera nella quale abbiamo comunicato alla Regione Campania di essere pronti ad adempiere i propri obblighi nella misura in cui risultino effettivamente sussistenti ed attuali”. Così il sindaco di Potenza Picena, Francesco Acquaroli, sulla controversia con la Regione Campania per alcune proprietà lasciate all’ente in eredità da un privato a fronte delle quali nei giorni scorsi è stato chiesto circa 1 milione di euro perché espropriate dal comune potentino. Il Comune, difeso dall’avvocato Alberto Lucchetti, ha deciso di presentare opposizione all’ingiunzione di pagamento. “Questa è una delle tante situazioni lasciate a galleggiare dalle precedenti amministrazioni – dice Acquaroli –. Non voglio spendere parole nei confronti di nessuno. I documenti parlano da soli. La realtà è che già nel 2016 il Comune è stato costretto a sborsare 401mila euro per due sentenze passate in giudicato. La prima ci è costata 177mila euro e riguarda un rimborso di costi di costruzione nei confronti delle Cinque Vele, l’altra ci è costata 224mila euro con il rimborso ad un privato per una errata pratica da parte dell’ufficio tecnico. Non abbiamo trovato risorse accantonate in bilancio e i pagamenti, tra cui 47mila euro di spese legali, fino ad oggi sono stati effettuati grazie ad una nostra politica di riequilibrio dell’ente che ha permesso una riduzione dell’indebitamento pubblico da 21,5 milioni a 18 milioni di euro”. “La nostra scelta non è stata quella di realizzare belle opere per poi lasciarle da pagare a chi viene dopo, vedi il ponte sul lungomare di Porto Potenza, ma abbiamo puntato al risanamento delle casse comunali” dice ancora il sindaco. “Non siamo una giunta senza idee, come sostiene qualcuno. Siamo una giunta che non vuole lasciare debiti”. Il sindaco fa presente che la controversia risale ai primi anni 90 e che durante il periodo in cui sedeva tra i banchi dell’opposizione ha presentato numerose interrogazioni alla giunta Paolucci per avere risposte a riguardo. “La controversia risale al 1993 – dice ancora Acquaroli –. Sono passati 24 anni ed oggi si arriva ad un’ingiunzione di pagamento dopo che l’attuale amministrazione ha scritto alla Regione per trovare un accordo. Il Comune è estraneo a qualunque responsabilità ma non possiamo non considerare che sul tavolo ci troviamo questa gatta da pelare”. A dare man forte al sindaco anche l’assessore al Bilancio e finanze Luca Strovegli, che aggiunge: “Ci sono molti contenziosi in essere senza che fosse stato mai accantonato un euro. Sicuramente i mutui presi e che lasceremo ai futuri amministratori saranno di importi minori di quelli lasciati a noi dai predecessori”.
