Lettera di Favaro, stella del rugby,
in ricordo di Elia Longarini:
“Noi non molliamo i nostri compagni”

MACERATA - Il senatore della nazionale azzurra ha scritto delle parole di conforto e di incitamento al mondo della palla ovale maceratese per onorare la memoria del dodicenne che si è spento sul campo da gioco due anni fa

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Uno striscione in ricordo di Elia Longarini (foto d’archivio)

 

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Elia Longarini

 

L’intero popolo del rugby si raccoglie in ricordo di un piccolo angelo che non c’è più e dalla nazionale italiana arrivano parole di vicinanza. La società sportiva Banca Macerata Rugby ha celebrato una messa in ricordo di Elia Longarini, il dodicenne che due anni fa, il 15 febbraio 2015, è deceduto sul campo di gioco in seguito ad un malore improvviso (leggi l’articolo). Da quella fatidica domenica il nome di Elia è divenuto un simbolo per il mondo della palla ovale maceratese che gli ha tributato anche il nome della sua casa, il terreno di gioco di Villa Potenza. Oggi la società e la famiglia hanno celebrato una messa in suo ricordo e il grande campione Simone Favaro, colonna portante della selezione nazionale, ha inviato tramite facebook un messaggio di affetto ma anche un sentito incitamento a non mollare mai. Il “senatore azzurro del rugby”, che da oltre 7 anni onora la maglia della nazionale, ha voluto trasformare questo sport in una lezione di vita e inviare le sue parole alla compagine maceratese.

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Simone Favaro

«Ciao a tutti ragazzi mi riempie il cuore parlarvi da appassionato di questo sport. Parlando personalmente, ma comunque credo lo stesso valga per voi, amo questo sport perchè si combatte assieme, si crea gioia attorno a quello che facciamo, quando uno abbassa la testa c’e qualcuno pronto a battergli la spalla e non lasciarlo solo perche in quanto uomini tutti abbassiamo la testa, anche i campioni più temerari. Per scelta ed amore di questo lavoro ho lasciato casa amici ed abitudini all’età di 16-17 anni. E’ e stata dura? Vi risponderei di sì se non l’avessi fatto per il rugby. Qualsiasi cosa facevo ero supportato, qualsiasi errore commettevo mi insegnavano con esempi positivi e sono sempre stato incoraggiato a non mollare mai. Pensateci bene è quello che succede in 80minuti di un match o in 2 ore di allenamento. Amo questo sport perchè siamo tutti una famiglia, ho giocato con tante persone che per strada quando rivedo saluto con piacere ed in maniera fraterna perchè abbiamo condiviso tanto, siamo tutti una grande famiglia. 2 anni fa se nè andato un vostro compagno, Elia, un mio amico in quanto amante come me di questo sport. Un dramma ma il rugby ci insegna a non mollare mai, a stare uniti e le vittorie si vincono assieme non da soli. Vi spingo a ricordarlo sempre e stare vicino alla famiglia perchè loro sono dei nostri e noi non molliamo i nostri compagni nè li lasciamo soli a combattere le partite. Noi vinciamo le partite assieme ogni giorno».

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