Osimo offre lavoro ai disoccupati
delle pinacoteche inagibili
TERREMOTO - E’ l’opportunità che la città dei 'senza testa' intende offrire ai ragazzi dei Comuni montani pronti a trasferirsi per lavorare alla mostra sui Sibillini che sarà inaugurata a metà febbraio. “A chi darà la sua disponibilità, cercheremo di trovare anche una sistemazione per l’alloggio poco onerosa” garantisce il sindaco Pugnaloni

Il vice sindaco Pellegrini (secondo da sn.) ed accanto il sindaco Pugnaloni stamattina durante la conferenza di fine anno
Non solo una mostra con 100 opere provenienti dalla rete museale dei Sibillini nel 2017 a Palazzo Campana di Osimo. Da metà febbraio, quando l’esposizione verrà inaugurata, ci sarà anche la possibilità di lavorare come guide o addetti alla biglietteria dell’evento per i giovani rimasti senza lavoro dopo la chiusura per inagibilità delle pinacoteche dell’Alto Maceratese danneggiate dal sisma.
E’ l’opportunità che il Comune di Osimo intende offrire ai ragazzi pronti a trasferirsi per qualche giorno alla settimana nella città dei senza testa. “A chi darà la sua disponibilità, cercheremo di trovare anche una sistemazione per l’alloggio poco onerosa” garantiscono il sindaco Simone Pugnaloni e il vice Mauro Pellegrini che stamattina hanno annunciato la novità nel corso del tradizionale incontro di fine anno con la stampa.
Nella mostra di Osimo sarà esposto un compendio del ricco patrimonio artistico montano, illustrato in anteprima, il prossimo 8 gennaio da Vittorio Sgarbi in veste di presidente del Comitato scientifico dell’esposizione. “Quel giorno è in programma la cerimonia di chiusura de ‘Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi’ e in accordo con i sindaci dei Sibillini presenteremo la nuova mostra e la locandina – anticipa Pellegrini – Qualcuno ha polemizzato sui ritardi nell’apertura dell’evento atteso per le festività natalizie, ma il rinvio delle data di apertura è collegato a questioni pratiche: pensavamo che nell’imminenza del trasferimento delle opere di San Ginesio a Osimo, arrivassero anche quelle del museo di Montefortino, chiuso dopo il terremoto. Per fortuna invece non si è più manifestata l’urgenza di metterle in sicurezza”. L’alternativa insomma sarebbe stata quella di esporre solo le 34 opere di San Ginesio, già in deposito a Osimo.
“Abbiamo invece preferito attendere qualche settimana in più per il taglio del nastro. L’esposizione sarà così completa e avrà piena dignità, oltre il semplice risvolto solidaristico. – chiude il vice sindaco- La mostra, corredata di catalogo, sarà composta di opere selezionate tra quelle già in custodia in città e tele appositamente prestate, come appunto saranno quelle in arrivo da Montefortino. Come Comune di Osimo, inoltre, ci faremo carico del restauro di alcuni quadri in deposito perché ne hanno proprio bisogno”.
(m.p.c.)