Offese in rima al sindaco,
Giorgi: “Attacchi volgari
ma Saltamartini faccia nomi e cognomi”

CINGOLI - In seguito all'arrivo delle lettere contro il primo cittadino, il capo gruppo di opposizione condanna il gesto dell'anonimo "Pasquino", esprimendo comunque perplessità sulle dichiarazioni di ieri dell'ex senatore

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Giorgio Giorgi, consigliere comunale all’opposizione di Cingoli


Lettere anonime di offese contro il sindaco di Cingoli, il consigliere comunale di opposizione, Giorgio Giorgi, esprime vicinanza al primo cittadino. L’arrivo ai cittadini del Balcone delle Marche delle missive diffamatorie nei confronti di Filippo Saltamartini ha suscitato la reazione del capo gruppo del movimento Cingoli Sviluppo, che sollecita però lo stesso Saltamartini a fare i nomi dei possibili responsabili del gesto.
«Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al sindaco e al vice sindaco – commenta Giorgi – in ordine alla lettera con le “offese in rima” firmata dall’anonimo Pasquino. Ritengo che la politica non si debba fare con attacchi personali e volgari ed intenti diffamatori, sia a livello familiare che professionale. Fanno male, essendoci passato, personalmente e pesantemente, in occasione della campagna elettorale del 2014».

Giorgi si riferisce ad un episodio avvenuto due anni fa, per il quale il consigliere aveva querelato Saltamartini. Secondo l’ex candidato sindaco, Saltamartini avrebbe offeso lo stesso Giorgi durante un comizio. «Chi non ha coraggio di firmare e rimane nell’anonimato è un vigliacco – continua Giorgi riferendosi alle lettere di “Pasquino”, nome preso dalla statua parlante di Roma – che non meriterebbe neanche questa attenzione. Non condivido, tuttavia, la riflessione con cui il sindaco, oltre ad accusare “non si sa chi” che nel passato pensava “solo ad amici e interessi particolari” e per cui dovrebbe fare nomi e cognomi, altrimenti si comporta come Pasquino, afferma pure che “il nostro compito di pulizia e polizia non è ancora finito”. Un sindaco non ha compiti di polizia, che competono allo stato, ma deve amministrare e governare, possibilmente bene, il proprio Comune. A meno che non intendesse altri tipi di “pulizia” – conclude Giorgi -, magari di coloro che non la pensavano o non la pensano come lui».

(Leo. Gi.)


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