Individuata l’area per i container,
Piermattei: “Chi può metta a disposizione alloggi”
SISMA - Lo spazio di 5 mila metri quadri nel rione San Michele ospiterà circa 200 persone. Il sindaco lancia l'appello: "I moduli sembrano bunker non possono che essere l’ultima spiaggia"
E’ un’area di 5mila metri quadrati nel rione San Michele lo spazio individuato per i container destinati ai terremotati a San Severino. L’area potrà ospitare fino a 200 persone che verranno alloggiate nei moduli concepiti per nuclei di tre o quattro persone. Dopo l’individuazione del sito il sindaco Rosa Piermattei ha avuto un incontro con il genio civile dell’esercito che si occuperà della predisposizione dell’area. “Prima di dare il via alle ruspe però vogliamo fare un ultimo tentativo per dare una sistemazione dignitosa a chi è rimasto senza un tetto – ha detto però il sindaco – Faccio di nuovo appello ai settempedani proprietari di edifici agibili ma non occupati e a tutti gli imprenditori edili o del settore immobiliare che hanno strutture disponibili perché mettano le loro case a disposizione delle tante famiglie rimaste senzatetto. Li invito a mettersi subito in contatto con il nostro ufficio Servizi alla Persona”.
Piermattei, che ha presentato domanda per i container dove ospitare le tante famiglie (circa 5mila gli sfollati in città) rimaste senza una casa vorrebbe soluzioni alternative più dignitose. “Queste strutture sembrano dei bunker – commenta il sindaco – non possono che essere l’ultima spiaggia. Si tratta di strutture destinate a nuclei di tre o quattro persone, con il rischio di dividere anche le famiglie, che prevedono spazi comuni come bagni, mensa, lavanderia e una sala ricreativa. In simili spazi la convivenza sarà veramente difficile. Noi non vogliamo creare delle new town, dei quartieri non quartieri dove oggi rischiano di finire i terremotati in quella fase che precederà l’arrivo delle casette in legno. Per questo torno a dire che chi può è bene che chieda magari di essere alloggiato in albergo o faccia ricorso al contributo per l’autonoma sistemazione. Abbiamo già fatto l’esperienza dei container nel terremoto del 1997. I senzatetto dovevano restarci per poco tempo, finirono per essere piazzati lì per anni. Il Comune sta facendo di tutto per far rientrare le famiglie nelle abitazioni”. Intanto, l’amministrazione promette che verranno avviate a breve le demolizioni di case pericolanti che impediscono l’acceso in abitazioni vicine ma sicure. “Il nostro lavoro – precisa il sindaco – è veramente senza sosta ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, anche quella di chi potrebbe mettere a disposizione un alloggio per i terremotati. L’inverno è realmente arrivato e non possiamo pensare di affrontare a cuor leggero quella che può trasformarsi in un’emergenza nell’emergenza”.


