Sisma, si fermano i processi:
raffica di rinvii
GIUSTIZIA - La decisione presa dal Tribunale di Macerata in seguito alla pubblicazione, sabato, dell'ordinanza del commissario Errani che applica parte degli effetti del primo decreto sisma ai comuni entrati del cratere dopo i terremoti di ottobre. La conversione in legge potrebbe però far ripartire i procedimenti con un emendamento ad hoc, in caso contrario lo stop, cominciato oggi, proseguirà fino al 31 luglio. Il presidente dell'Ordine degli avvocati: "Ci sono interpretazioni diverse, c'è grave incertezza"
di Gianluca Ginella
Stop ai processi al tribunale di Macerata, la decisione è arrivata in seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’ordinanza del commissario alla Ricostruzione, Vasco Errani, che amplia il cratere che compariva nel primo decreto sisma redatto in seguito ai movimenti tellurici del 24 agosto scorso. La decisione è stata presa ieri dal Tribunale e oggi è diventata effettiva con una raffica di rinvii alle udienze.
I processi al tribunale di Macerata potrebbe venire rinviati, salvo alcune eccezioni, fino al 31 luglio del 2017. Questo in base all’interpretazione data in seguito all’ordinanza di Errani che amplia il cratere del primo decreto sisma e anche il contenuto, non tutto però perché ad esempio nella parte relativa alle agevolazioni fiscali, Macerata rientra solo per chi ha avuto la casa o l’attività danneggiata dal terremoto.
Questa mattina in tribunale le aule si sono presto svuotate, sia quelle civili, che quelle penali, con quasi tutti i processi che sono stati rinviati per gli effetti del decreto sul terremoto. Le eccezioni riguardano quei processi in cui l’imputato è sottoposto ad una misura cautelare, o in cui compaiono minorenni, per le convalide degli arresti, e per cause urgenti per quanto riguarda i processi civili. Una questione comunque di interpretazione, come vale per tutte le leggi, da parte dei Tribunali. Ad esempio quello di Ascoli non ha sospeso le udienze, orientamento questo che è anche quello del procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio. Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Maria Cristina Ottavianoni, in merito all’applicazione delle misure relative al decreto, e in particolare per l’articolo che disciplina l’attività giudiziaria (il numero 49 del decreto legge 189), aggiunge: «sono assai diversamente interpretate nei vari Tribunali, e dai singoli magistrati, così generando un clima di palese confusione in sede giurisdizionale, che va ad aggravare le oggettive note difficoltà di un territorio devastato. Nel frattempo, è stato approvato dal Senato il maxiemendamento di conversione dei decreti legge, ora in attesa del definitivo passaggio alla Camera, previsto parrebbe per il 12 dicembre, il cui testo dell’articolo 49 è stato modificato, rispetto a quello originario oggi ritenuto in vigore – continua il presidente dell’Ordine –. E’ evidente dunque la situazione di grave incertezza normativa in cui si trovano l’avvocatura ed i cittadini tutti, sino alla definitiva conversione dei decreti legge». Per fare chiarezza l’avvocato Ottavianoni ha chiesto un intervento chiarificatore al presidente della Corte d’appello di Ancona. Il 13 dicembre si svolgerà una riunione nel capoluogo dorico tra procuratori e presidenti dei tribunali del distretto marchigiano per parlare degli effetti del decreto sulla vita dei processi. La sospensione delle udienze comunque potrebbe non proseguire sino a fine luglio. Infatti il decreto legge, atteso alla Camera per lunedì, con la legge di conversione potrebbe venire integrato con degli emendamenti. Da quanto emerge dovrebbero essercene nella direzione di consentire al tribunale di ricominciare le udienze con eccezioni, ad esempio, per le cause in cui compaiono avvocati di Camerino che, loro o i loro assistiti, possono far richiesta di rinvio.

È una scusa…..tanto le cause venivano rimandate lo stesso da anni……
Assurdo!
Nel 1997 fu uguale …. e la procedura