Risoluzione per la macroregione,
Ceriscioli: “Solo segnali d’indirizzo”

CONSIGLIO - La possibile unione di Marche, Umbria e Toscana al centro del dibattito. M5s: "Avanti all’arrembaggio, senza sentire consiglieri e cittadini"

- caricamento letture

consiglio-marche

 

La Macroregione Marche, Umbria e Toscana al centro dei lavori del Consiglio regionale odierno. La discussione è partita dalla mozione del Movimento 5 Stelle.Il riferimento diretto è alla delibera del 13 giugno sull’approvazione del protocollo d’intesa per “una collaborazione e un coordinamento nell’ambito delle politiche di comune interesse nei confronti dell’Unione Europea e dello Stato”. La richiesta dei consiglieri M5S era quella di “sospendere ogni iniziativa concernente la delibera di Giunta; di avviare un confronto diretto con la cittadinanza, gli amministratori locali, le associazioni e le categorie economiche; di applicare i contenuti della mozione approvata nel dicembre 2015 dall’Assemblea, riguardante la difesa dell’autonomia e dell’unità delle Marche nella revisione del numero delle Regioni”.

Nel dibattito raccomandazioni da parte di Mirco Carloni (Area popolare) per quanto concerne la “salvaguardia del territorio regionale” e sullo stessa linea Luigi Zura Puntaroni (Lega Nord), che ha chiesto approfondimenti sull’argomento. Illustrata dal capogruppo Pd, Gianluca Busilacchi, una risoluzione (sottoscritta anche da Rapa del Psi e Marconi dell’Udc) ) che invita ad un momento generale di confronto anche attraverso sedute congiunte dei tre Consigli regionali e chiede alla Giunta di informare costantemente l’Assemblea sulle iniziative che vengono portate avanti. Altri interventi da parte di Elena Leonardi (Fdi); Sandro Zaffiri (Lega Nord), che ha parlato di “un percorso da fermare”; Jessica Marcozzi (Forza Italia); Luca Marconi (Udc); Enzo Giancarli (Pd); Piero Celani (Forza Italia). Gianni Maggi (M5S) si è detto contrario alla risoluzione della maggioranza perché “annacqua e stravolge la nostra mozione”. Sia pure con punti di partenza diversi, per tutti la necessità di procedere sempre attraverso una riflessione condivisa.

A chiudere l’intervento del Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli. “Parliamo di primi segnali d’indirizzo politico – ha sottolineato – perché sono stato sempre convinto che occorra riflettere per tempo su quanto potrebbe accadere. E credo che faccia parte del ruolo della Giunta fare delle proposte su cui riflettere e, conseguentemente, valutare le situazioni che si presentano”. Ceriscioli si è detto convinto che “si deve avere un effettivo equilibrio tra i compiti affidati e le risorse per poterli svolgere. Il futuro delle Regioni è legato proprio a questo stato di cose”. Insoddisfatto Piergiorgio Fabbri, che nella replica ha ribadito tutti i contenuti della sua mozione, parlando di “mancanza di coraggio politico” da parte di chi ha sottoscritto la risoluzione presentata dal capogruppo Pd, Busilacchi, e richiamando l’attenzione sulla necessità di rendere possibile il massimo coinvolgimento. Per dichiarazioni di voto, gli interventi di Zura Puntaroni (Lega Nord), Bisonni (Grppo Misto), Celani (Forza Italia), Zaffiri (Lega Nord), Busilacchi (Pdi), dell’assessore Moreno Pieroni (Psi) e di Romina Pergolesi (M5S) che ha presentato alcuni emendamenti alla risoluzione della maggioranza, successivamente respinti. Parere negativo anche per la mozione di Piergiorgio Fabbri che, su sua richiesta, è stata votata per punti. Approvata (17 a favore e 12 contrari), invece, la risoluzione sottoscritta da Busilacchi, Rapa e Marconi che parla dell’ avvio di un “percorso dell’Italia centrata”, attraverso la sigla del protocollo tra Marche, Umbria e Toscana, in occasione della fusione dei tre uffici di rappresentanza a Bruxelles. Dopo aver ripercorso le tappe di quanto fatto fino ad oggi, l’atto invita ad un momento generale di confronto anche attraverso sedute congiunte dei tre Consigli regionali e chiede alla Giunta di informare costantemente l’Assemblea sulle iniziative che vengono portate avanti.

***

Il Movimento 5 Stelle  commenta così i lavori della seduta sul tema:

“Il Movimento non è contrario a prescindere nel merito alla fusione, quanto piuttosto nel metodo. Per chi non ha seguito questa vicenda dall’inizio, ricapitoliamo brevemente. In una mozione approvata a dicembre 2015 il presidente della Giunta veniva impegnato a rispettare le indicazioni del Consiglio di “difendere l’autonomia e l’unità delle Marche”. Ma ignorando allegramente tali indicazioni, il presidente ha proseguito nella sua azione “politica” con gli altri due presidenti di regione. E noi consiglieri, anziché apprende tutto ciò in aula, l’abbiamo saputo da TV e giornali e dal discutibile contenuto della delibera di giunta. E’ proprio con questa ultima che l’inammissibile comportamento del presidente si è palesato: perché la Dgr, lungi dall’essere un documento tecnico, è quasi un manifesto politico, in cui addirittura si declinano le competenze e i settori che saranno oggetto di fusione. E così, per le Marche, è Ceriscioli, da solo, che decide che – ad esempio – sanità, welfare, cultura, turismo, riforma e riqualificazione della pubblica amministrazione e molto altro, saranno oggetto di gestione comune tra le tre regioni. E’ Ceriscioli, e non il Consiglio, che decide che tre Presidenti potranno disciplinare insieme anche altre materie non incluse nell’elenco.  I pesi e contrappesi che regolano la democrazia in questa regione dicono che il Presidente agisce su indicazione del Consiglio, in quanto quest’ultimo rappresenta i cittadini che lo hanno eletto. La mozione del Movimento chiedeva che il Presidente interrompesse questo percorso e che relazionasse al consiglio quanto fatto. La mozione è stata bocciata dalla maggioranza PD, che per coprire il maldestro e antidemocratico operato del suo Leader Maximo, ha anche presentato una risoluzione che è addirittura una presa in giro (evidentemente non c’è la forza politica di manifestare chiaramente ai cittadini una scelta così importante). La risoluzione Pd prevede già la realizzazione di consigli regionali congiunti tra le 3 regioni, senza prendere in considerazione la volontà dei cittadini marchigiani. La nostra mozione è stata bocciata, la risoluzione approvata, quindi viene di soppiatto spianata la strada alla fusione delle 3 regioni. Questo per il PD è la democrazia, ma i risultati referendari di domenica scorsa hanno già stabilito il fallimento di questa impostazione”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X