Anche i maceratesi dicono NO

REFERENDUM - In 95.605 hanno bocciato la riforma costituzionale. Vittoria del No nei comuni più grandi (Macerata, Civitanova, Recanati, Tolentino, San Severino, Corridonia, Cingoli, Potenza Picena, Porto Recanati, Matelica, Morrovalle) e anche in alcuni dei centri maggiormente colpiti dal sisma. Il Sì prevale a Camerino e in altri quattro comuni. Il premier Matteo Renzi dopo le dimissioni: "Consegniamo il massimo impegno ai territori del terremoto"
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Il risultato definitivo in provincia di Macerata

 

(ultimo aggiornamento alle 2,40)

Referendum, anche nel Maceratese vince il No. Lo scrutinio nelle 322 sezioni è terminato poco dopo le 2: il Sì si è fermato al 44,09% (75.396 voti) contro il 55,91% (95.605 voti) del No. Un gap meno elevato rispetto al dato nazionale dove il No si attesta attorno al 60%, ma resta la bocciatura abbastanza netta della riforma costituzionale proposta dal governo. In provincia ha votato il 70,84% degli aventi diritto, un dato leggermente superiore alla media nazionale che attualmente si attesta al 68,44% (leggi i dati sull’affluenza).

I risultati definitivi della città di Macerata

I risultati definitivi della città di Macerata

A Macerata città il No ha raggiunto il 54,85% (12.873 voti), a Civitanova il 58,05 (12.991 voti), a Recanati il 57,64 (6.885), a Corridonia il 55,03 (4.486), a Cingoli il 56,46% (3248), a Potenza Picena il 56,74 (4901), a Porto Recanati il 57,59 (3450), a Matelica il 54,89 (3083), a Morrovalle il 56,57 (3079).

La riforma è stata bocciata in maniera netta anche nei comuni più colpiti dal sisma: a Visso, dove hanno votato anche i cittadini di Castelsantangelo e Ussita, il No arriva al 61,59%. Nel piccolo centro di Bolognola il No è schiacciante (76,92). Il No si impone anche in centri più grandi duramente colpiti dal sisma come Tolentino (53,16%, 5.472 voti), la città di Francesco Comi, segretario regionale del Pd. A San Severino il No arriva al 58,83% (4086 voti), a Treia al 55,46 (2848).

Il Sì ha vinto a Camerino (53,71, 1163 voti), città che il premier Renzi aveva visitato il 27 ottobre, subito dopo le scosse del 26. Vittoria del Sì anche ad Apiro (55,49), Appignano (50,75), Caldarola (50,28), Sefro (51,77). 

Matteo Renzi mercoledì scorso a Macerata

Matteo Renzi mercoledì scorso a Macerata

LE DIMISSIONI DEL PREMIER – «L’esperienza del mio governo finisce qui – ha dichiarato Matteo Renzi da palazzo Chigi -. Domani pomeriggio riunirò il Consiglio dei Ministri, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale dove consegnerò le mie dimissioni. Mi dimetto ma consegniamo il massimo impegno ai territori del terremoto. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto – ha aggiunto commosso -. Sono fiero e orgoglioso dell’opportunità che il parlamento ha dato al Paese. Viva l’Italia che non sta a alla finestra ma che sceglie. Questo voto consegna ai leader del no oneri e onori a partire da una proposta diversa. Agli amici del sì voglio consegnare un abbraccio forte. Fare politica per qualcosa è più difficile ma più bello. Era una chance semplice e chiara ma non ce l’abbiamo fatta. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta».

 

Francesco Comi alle urne

Francesco Comi alle urne

PD MARCHE – Il segretario regionale del Partito democratico, Francesco Comi, commenta in una nota: «Peccato per il risultato. Sono amareggiato dell’esito e non ho motivo di nasconderlo. Abbiamo perso un’occasione. Chi ha votato contro la riforma si è caricato sulle spalle una grande responsabilità. Questo paese aveva e ha bisogno di proposte costruttive». Una delle ultime visite dell’ormai ex presidente del Consiglio si è svolta a Macerata mercoledì scorso, dove ha incontrato i sindaci dei comuni colpiti dal sisma (leggi l’articolo).

(M. Z.)

 

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