Camerino, sos dei piccoli proprietari
SISMA - Simonetta Simoni, impiegata di 62 anni, punta l’attenzione sul problema di chi, come lei, ha perso i guadagni dalle seconde case nella città ducale

La zona rossa di Camerino
«Qui a Camerino in tanti vivono solo con i soldi delle case in affitto che però sono state danneggiate dal sisma. Ci sono persone che hanno solo quello come sostentamento mensile, hanno bisogno di aiuto». Così Simonetta Simoni, impiegata di 62 anni, punta l’attenzione sul problema di chi, come lei, ha perso i guadagni dalle seconde case che nella città ducale «quasi tutti hanno – dice Simoni – ma dopo il terremoto tante sono inagibili. Gli affittuari se ne sono andati e spesso vengono ospitati sulla costa, studenti compresi. Noi piccoli proprietari che viviamo di questo siamo invisibili, nessuno parla di noi. Ho degli amici disperati. Con la mia famiglia viviamo a Macerata ma da generazioni investiamo in case a Camerino e ora ho perso oltre mille euro al mese di introiti. Ho 5 case tutte inagibili e parzialmente crollate. Anche alcuni miei parenti che vivono a Camerino non hanno più né casa loro né le case in affitto e se la passano molto male. L’unico contratto che ho mantenuto è quello di un negozio alle porte della zona rossa ma per aiutare il gestore che ha difficoltà non gli chiedo nemmeno l’affitto. Qualcuno deve pensare anche a noi».
(Fe. Nar.)
non sò che dire…sono senza parole…ora piangono i ricchi e vorranno la precedenza su chi ha non ha un tetto dove ripararsi…che vergogna….5 case e solo 1000 € al mese di introito?generosissimi
Ma che gente triste 🙁
E noi che, anzichè perdere l’affitto della seconda casa, abbiamo per sola prima ed unica in nostro possesso???? Mi dispiace, ma si vergogni signora! Ed anche Cronache Maceratesi se lo poteva risparmiare di pubblicare un articolo del genere!!!
*perso
Condivido in pieno Elisa!!
Ma non vi vergognate a dire che avete perso i guadagni delle seconde case ?? avete sempre affittato buchi non stanze !! a studenti appollaiati uno sopra l’altro !!! con cifre da capogiro e non dichiarate .. Fatela finita c’e’ gente che non ha piu’ casa ..!!
ben 5 case…
«La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più.»
(Nicolai Lilin, Educazione siberiana)
Da sfollato e soccorritore una sola parola VERGOGNA
Anche in questa triste situazione si e’ evidenziato che non avete un briciolo di umanita ‘!!! siete …… e sara’ la gente stessa a farsi un’opinione su di voi !!@@
Sinceramente scusate, ma non capisco la differenza tra chi ha investito in case e chi in alberghi, bar, ristoranti ecc…
Economicamente siamo stati colpiti tutti.
Anche chi può proseguire l’attività perche comunque non ha più clienti e a fine mese non ci arriva.
Anche chi ha quadruplicato gli affitti, perche facendo così le persone se ne andranno e perderanno anche loro.
“qualcuno deve pensare a noi” .ha detto….la signora Simoni. Chieda di ritirare l’articolo e speri di non essere riconosciuta in giro … Vergogna
Gia’ l’articolo e’stato spostato !!! non e’ fra le notizie del giorno e ora per ora !!! Che brutta figura per CAMERINO !!!!
In questa sede mi sento obbligata a puntualizzare il contenuto dell’articolo redatto dalla giornalista Fe. Nar..
Ho risposto a delle domande, il senso delle quali è stato successivamente ricostruito e travisato al solo scopo di dare un taglio chiaramente assurdo e fuori luogo, in un contesto così tragico come quello che tutti i camerinesi in questo momento stanno vivendo.
Ritengo pertanto doveroso rappresentare il senso “autentico” delle mie parole, fuori dal filtro di estranei.
In merito all’articolo sopra pubblicato, “SOS dei piccoli proprietari”, voglio precisare che la mia rimostranza era rivolta alle autorità.
È evidente a tutti che nessun aiuto concreto è stato, fin ora, previsto verso quei commercianti e verso le attività economiche, che rappresentano il fulcro della vita della nostra città.
Senza le attività economiche Camerino è destinata a morire. Non è necessario essere un grande economista per capirlo.
Ho inteso quindi evidenziare la situazione di quei commercianti che, con tanta forza d’animo e senza aiuti, continuano a tenere aperte le loro attività (vedi località Le Conce). Ho rappresentato la situazione di un esercente che, pur di cercare di non chiudere, ha collegato il proprio locale, privo di luce, ad un gruppo elettrogeno.
Volevo che fosse sentita anche la nostra voce nei confronti di uno Stato, finora assente, che deve assolutamente aiutare i residenti a ricostruire le proprie abitazioni, ma anche dare sostegno concreto ai commercianti, agli imprenditori, agli agricoltori e agli artigiani.
Senza un tessuto produttivo e artigianale, Camerino è destinata a sparire.
Per il territorio camerte l’università ha da sempre rappresentato un fiore all’occhiello. Anche per il suo indotto economico oltre che per il prestigio dell’ateneo. Molti camerinesi hanno investito attraverso l’università in attività commerciali e di ristorazione intorno alla sede, oltre che in attività ricettive come case e strutture alberghiere.
L’università è stata indubbiamente un importante fattore di crescita economica per tutta la città, fattore che oggi è oggettivamente sospeso.
Io non so se qualche camerinese affitta, come asserisce il sig. Roberto Piermattei nel suo commento, “buchi e non stanze a studenti appollaiati uno sopra l’altro con cifre da capogiro”, quello di cui sono sicura è che anche il mercato degli affitti condotto dai piccoli proprietari costituisce un’importante realtà economica della nostra città. E in questo senso, come per tutte le altre attività economiche, deve essere sostenuto in quanto appartiene da sempre alla realtà economico-commerciale di Camerino.
Sono consapevole che questa mia “battaglia” è contro i mulini a vento rappresentati dalle istituzioni. Noi terremotati del 26 e 30 ottobre siamo stati delle vittime degli eventi sismici, ma il mio pensiero è rivolto principalmente ai terremotati del 24 agosto, a quei morti che nessuno potrà restituire alle loro famiglie.
Alla luce di quanto sopra esposto, voglio infine dire che non ho alcun problema ad “essere riconosciuta in giro”. È, a questo punto, chiaro che la natura del mio intervento è stato dettato solo dall’enorme affetto che ho nei confronti della MIA città.