Ghergo, i lavoratori in assemblea:
“Restano tutte le domande
e i dubbi sul futuro”

VERTENZA - I sindacati chiedono risposte all'azienda dopo l’incontro in Regione

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Lo sciopero dei lavoratori

Lo sciopero dei lavoratori

I 350 lavoratori degli stabilimenti del gruppo Ghergo di Porto Recanati, Matelica e Sassoferrato si sono riuniti in assemblea dopo l’incontro in Regione del 28 novembre alla presenza dell’assessore al lavoro Loretta Bravi. “La valutazione è una profonda delusione per la totale assenza di risposte e di certezze e una incontenibile preoccupazione per le prospettive future” è il commento delle rappresentanze sindacali di Film Cisl, Fiom Cgil e Uilm. “L’atteso piano industriale non è stato presentato. E’ al vaglio degli istituti di credito e solo dopo verrà presentato. A Sassoferrato sono iniziati i lavori di messa in sicurezza a seguito del sisma e vengono confermati piccoli investimenti per il rafforzamento del reparto produttivo; finché questi investimenti, tra l’altro limitati a puro e semplice ammodernamento, non saranno concreti rimane alta la preoccupazione. A Matelica il crollo del capannone sembra avere determinato danni molto più estesi di quanto apparso inizialmente. Oltre a questo resta una incognita totale sulla reale volontà dell’azienda di acquisire i nuovi impianti produttivi e di verniciatura, a seguito della avvenuta vendita dell’attuale linea di produzione. Anche per gli ammortizzatori sociali legati al sisma c’è da attendere il decreto e la convenzione con le regioni”.

La protesta a Porto Recanati

La protesta a Porto Recanati

I sindacati chiedono risposte all’azienda. “A Porto Recanati, sempre dopo l’ok degli istituti di credito, si preannuncia una pesante riorganizzazione del sito aziendale: la fusione per incorporazione nella Holding, un riesame degli equilibri finanziari di ciascuna divisione del reparto produttivo e una dichiarazione di numerose eccedenze tra il personale indiretto. E’ stato garantito il pagamento delle retribuzioni, seppure con molti giorni di ritardo rispetto alla consueta data di pagamento, mentre non c’è alcun programma di recupero dei contributi pensionistici arretrati da diversi trimestri. Bisognerà aspettare il parere delle banche per saperne di più. Si continua a chiedere senso di responsabilità ai lavoratori, chiamati a lavorare in tutti e tre gli stabilimenti per i picchi di lavoro di fine 2016 in condizioni esterne e personali pesantissime”.


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