Legittima difesa, Lega Nord:
“Aumentano le adesioni”
CINGOLI - La sezione locale del movimento, coordinata da Gian Marco Paparelli, raccoglie trecento firme in tre settimane per la legge di iniziativa popolare

Gian Marco Paparelli, coordinatore della Lega nord di Cingoli
Trecento firme in tre settimane per una nuova legge sulla legittima difesa e una schiera di nuovi simpatizzanti al partito. Cresce il sostegno a Cingoli per la Lega Nord, che nell’ultimo periodo è scesa più volte in piazza per incontrare i cittadini (leggi l’articolo). «Due sono stati gli incontri promossi dalla sezione comunale della Lega – spiega il coordinatore Gian Marco Paparelli -. Lo scorso 9 luglio abbiamo raccolto oltre cento firme in sole quattro ore ed il 23 poche di meno. Considerando quelle raccolte parallelamente dai nostri attivisti, in sole tre settimane ne abbiamo circa trecento. Quattro sono stati i nuovi aderenti al partito, oltre alle decine di cittadini che hanno lasciato i propri riferimenti per essere coinvolti nelle nostre attività». Un successo di cui la Lega potrà fregiarsi in vista degli obiettivi futuri del movimento. «Esprimo grande soddisfazione – sottolinea Paparelli – anche in previsione del comitato per il “no” al referendum costituzionale di ottobre, che stiamo costituendo a livello comunale».
Se aspettiamo che le bambole della Sinistra, gonfiate coni aria fritta fatta di slogan “multiculturalismo”, “pacifismo”, “accoglienza” e “misericordia”, possano garantirci difesa per la nostra incolumità dai nemici storici, possiamo fin da ora accettare il “martirio” dell’agnello, tanto caro al Bergoglio.
Poiché, non possiamo pretendere la scorta, come i “gonfiabili”, né avere la fortuna di avere il carabiniere che ci difende con le armi, chiediamo allora di poter girare armati per difendere la nostra vita e quella dei nostri figli e nipoti e degli altri nostri concittadini.
Se gli attentati terroristici avvenuti in Francia e negli USA, dove questi assassini di Dio hanno potuto divertirsi incontrastati ad uccidere persone inermi, fossero avvenuti in Sud Africa, dove uomini e donne possono girare armati ancora oggi, dopo i primi colpi i terroristi sarebbero stati eliminati.
Fino a quando i nostri politici gonfi di chiacchiere, di fiducia nei “moderati” musulmani e di menefreghismo non capiranno che le loro teorie sul multiculturalismo, sul pacifismo e sull’accoglienza sono solo teorie astratte, mentre la realtà è quella che sta venendo avanti, noi siamo fin da ora condannati a morte.
Al terrorismo islamista si unisce l’incubo del califfato turco di Erdogan, che ci riporta indietro di secoli. verso il quale Putin sembrerebbe avere accordi di buon vicinato. Se cosi dovessero rimanere le cose, consiglierei Salvini di iniziare a prendere le distanze da Putin. Gli Stati Uniti rimarrebbero quindi l’unica garanzia per l’Italia e L’Europa. Oltre ad Israele, la fortezza democratica che blocca l’espansione islamica e islamista verso l’Italia e l’Europa.