Un medico in meno all’ospedale,
Saltamartini minaccia “una forte mobilitazione”
CINGOLI - Ad agosto la dottoressa Clotilda Martella passerà a Jesi. Il primo cittadino allerta: "C'è il rischio che tutti i malati che si presentano al nostro pronto soccorso saranno trasferiti a Jesi o Macerata". L'ex senatore chiede di annullare il trasferimento ed è pronto a tornare a protestare in strada "se non ci saranno garanzie"

L’ospedale di Cingoli
L’ospedale di Cingoli perde un medico e «non si ha la certezza della sua sostituzione». È l’allarme lanciato da Filippo Saltamartini, sindaco del Balcone delle Marche, che in una nota stampa sottolinea come il minor numero di medici in organico nella struttura cingolana possa innescare una catena di conseguenze negative in tutto il territorio. «Domenica 31 luglio la dottoressa Clotilda Martella verrà trasferita all’ospedale di Jesi. In aggiunta, dallo scorso primo luglio, il direttore dell’Area vasta 2, Maurizio Bevilacqua, ha trasformato, senza alcuna gradualità, i dieci posti per acuti del nostro ospedale in “cure intermedie”». Secondo Saltamartini, la struttura di Cingoli, dopo l’ulteriore trasferimento di un medico «vedrebbe diminuita la sua consistenza organica», creando un ingolfamento degli ospedali della zona dato che «tutti i malati che si presentano al pronto soccorso di Cingoli, sarebbero trasferiti a Jesi o Macerata». Una «situazione al limite» che secondo l’ex senatore andrebbe a vantaggio di chi tenta di dimostrare la poca utilità dell’ospedale cingolano: «Il depauperamento dell’ospedale di Cingoli – sostiene Saltamartini – potrà portare così a sostenere la tesi dell’inefficienza del nostro nosocomio e della necessità di amputare quel che ne rimane».

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli
Per quanto riguardo il passaggio della dottoressa Martella da Cingoli a Jesi, la settimana scorsa l’amministrazione comunale ha incontrato i dirigenti dell’Area vasta 2 per chiedere la sospensione del trasferimento. Incontro al quale il direttore Bevilacqua non ha potuto partecipare. «Se non vi saranno garanzie – minaccia Saltamartini – ricomincia la forte mobilitazione che ci portò a far riaprire il reparto di lungo degenza solo due anni fa, perché all’orizzonte si profilano le nubi della soppressione del Punto di primo intervento per gennaio 2017 e la minaccia di non far funzionare nei fatti la nostra struttura». Il sindaco di Cingoli sarebbe quindi pronto a tornare a protestare in strada per tematiche legate alla sanità, come già fatto in passato sotto il palazzo della Regione ad Ancona (leggi l’articolo).
(Leo. Gi.)
Saltamartini, quando impiega un’autoambulanza da quando viene chiamata, si ferma a perdere tempo a Cingoli e poi riparte per Jesi o Macerata? Faccio presente e non è la prima volta che in caso di ischemia coronarica ed altro, sono i primi dieci/venti minuti quelli che fanno la differenza. Ne parli con un cardiologo. Voi cari sindaci, non avete ancora capito che l’unico oggetto da trasferire il più lontano possibile e Ceri,scioli. Non si può continuare un giorno sì e l’altro pure a sentire o vedere queste vigliaccate. Sarà sempre peggio. Già leggere ieri che l’Ospedale di San Severino chiederà di diventare il famoso i polo centrale significa che presto inizierà una lotta estenuante che servirà solo a continuare a peggiorare le cose in una guerra tra pedine che verranno mosse e dirette a piacere da Ceris,,cioli. Cari sindaci se volete salvare i vostri ospedali che perdono pezzi che non hanno letti, dottori, certamente non mi riferisco a fanfaroni come Carancini o inutilità totali come Corvatta che avrà presto i suoi bei problemi e non sto parlando di queeli politici dovete andare in Ancona e trovare una linea comune senza farsi prendere per i fondelli come sta già facendo il sindaco di S. Severino che se dialoga o crede nella buona fede del Ceri, mi sa che non avete acchiappato neanche questa volta la persona giusta.