“Stop Ttip”:
mozione del M5S in Consiglio

MACERATA - I pentastellati chiederanno all'assise di impegnarsi contro il trattato transatlantico su commercio e investimenti: "Potremmo trovarci invasi da prodotti Usa a prezzi stracciati che porterebbero danni all’economia diffusa, e soprattutto all’occupazione, molto più ingenti di presunti guadagni per i soliti noti"
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Carla Messi, Marco Alfei e Roberto Cherubini del M5S presenteranno una mozione contro il Ttop

Il M5S Macerata presenterà a fine luglio una mozione, aperta alla firma di tutti i consiglieri comunali, per impegnare il Consiglio comunale ad esprimersi contro il Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. In una nota il gruppo pentastellato esprime le sue motivazioni per portare in assise questa battaglia: «Questo trattato, che viene negoziato in segreto tra Commissione Ue e  Governo USA, vuole costruire un blocco geopolitico offensivo nei confronti di Paesi emergenti come Cina, India e Brasile creando un mercato interno tra noi e gli Stati Uniti le cui regole, caratteristiche e priorità non verranno più determinate dai nostri governi e sistemi democratici, ma modellate da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze dei grandi gruppi transnazionali. Il patto prevede l’introduzione di due organismi tecnici potenzialmente molto potenti e fuori da ogni controllo da parte degli Stati e quindi dei cittadini».

ttipUna partnership che secondo il M5S porterebbe gravi conseguenze non solo in termini economici ma anche di diritti sociali e civili: «Potremmo trovarci invasi da prodotti Usa a prezzi stracciati che porterebbero danni all’economia diffusa, e soprattutto all’occupazione, molto più ingenti di presunti guadagni per i soliti noti. Il parlamento europeo, dopo aver votato nel 2013 il mandato a negoziare esclusivo alla Commissione potrà soltanto porre dei quesiti circostanziati, cui la Commissione può rispondere ma nel rispetto della riservatezza obbligatoria in tutti i negoziati commerciali bilaterali, sempre secondo il trattato, e poi avrà diritto di voto finale “prendi o lascia”, quando il negoziato sarà completato. Nel frattempo non ha diritto né di accesso né di intervento sul testo. Tutti i settori di produzione e consumo come cibo, farmaci, energia, chimica, ma  anche i nostri diritti connessi all’accesso a servizi essenziali di alto valore commerciale come la scuola, la sanità, l’acqua, previdenza e pensioni, sarebbero tutti esposti a ulteriori privatizzazioni e alla potenziale acquisizione da parte delle imprese e dei gruppi economico-finanziari più attrezzati, e dunque più competitivi. Senza pensare che misure protettive, come i contratti di lavoro, misure di salvaguardia o protezione sociale o ambientale, potrebbero essere spazzati via a patto di affidarsi allo studio legale giusto e ben accreditato.

«Stiamo facendo finta di niente – dicono i pentastellati – continuando a percorrere strade, come quella della iperliberalizzazione forzata stile Ttip, che fanno male non solo al pianeta e alle comunità umane. Abbiamo la grande opportunità di voltare pagina, e di tentare di dare a questo pianeta ancora un po’ di futuro, rimettendo al centro della politica i beni comuni e i diritti. Col ttip, al contrario, ci chiuderemo le poche finestre di possibilità ancora aperte. Con la “Campagna Stop TTIP“, che raccoglie solo in Italia oltre 60 tra associazioni, sindacati, enti pubblici, cittadini e comunità, vogliamo fermare questa deriva e diffondere tutte  le alternative possibili e più efficaci delle vecchie ricette fallimentari che continuiamo a subire».



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