Le ultime ore di Sara:
il mare col fidanzato,
gli sms all’amica del cuore

DRAMMA - La studentessa di Unimc, 22 anni, morta in un incidente sull'A14, doveva laurearsi a novembre. Poi avrebbe proseguito gli studi all'università Cattolica di Milano. Sabato, prima dello schianto, tornava da Porto Recanati. Sognava di diventare una manager. Domani (6 luglio) camera ardente nella chiesa di San Filippo a Fabriano e giovedì il funerale alla cattedrale San Venanzo, alle 17
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Sara Menichelli

Sara Menichelli

 

L'incidente in autostrada dove era rimasta ferita gravemente la studentessa

L’incidente in autostrada dove era rimasta ferita gravemente la studentessa

 

di Marina Verdenelli

Tornava da una giornata trascorsa al mare, a Porto Recanati, con il cuore pieno di sogni e di speranze per il suo futuro. Pochi minuti prima dello schianto, l’ultimo sms alla sua amica del cuore. “Vale, adesso vado a dormire, addio”. Era già salita in auto Sara Menichelli, la 22enne fabrianese, studentessa di Macerata, morta oggi all’ospedale di Torrette dopo l’incidente di sabato sera avvenuto in A14, ad un chilometro dal casello di Loreto-Porto Recanati. Grazie al consenso sulla donazione degli organi, dato dai genitori, altre otto vite potranno salvarsi. Gli organi di Sara sono andati tutti fuori regione a persone in lista di attesa per un trapianto. Un ultimo gesto di amore per la studentessa voluto dai familiari quando stanotte le speranze di riabbracciarla sono svanite per sempre. Dichiarata la morte cerebrale, a Torrette è partito l’iter medico per il prelievo multiorgano.  

Sara, sabato sera, era a bordo di una Toyota Yaris. Alla guida c’era il fidanzato, Alessio Ferri, 26 anni, originario della provincia di Perugia, rimasto ferito nello scontro. «C’eravamo sentite fino a poco prima – racconta tra le lacrime Valeria Marcozzi, 21 anni – tutto il giorno siamo state in contatto mandandoci messaggi e foto. Era felice di essere stata al mare perché diceva “il mare mi fa sorridere”. Attorno alle 22 mi ha scritto “Vale, adesso vado a dormire, addio”. Era in auto per tornare a casa, io le ho risposto “Ciao ciambella, riposati”, la chiamavo così, ciambella, per gioco. Era un nome buffo che le avevo dato. Lei ha scritto “Ciao” poi le ho mandato uno smile che non ha mai visualizzato». La Toyota Yaris guidata dal 26enne poco dopo è finita contro un autoarticolato con rimorchio, visto sbandare lungo la corsia sud dell’A14. Domenica mattina l’amica del cuore, studentessa di Scienze Politiche e originaria di San Benedetto, ha saputo la notizia dalla cugina di Sara. Condivideva con la 22enne la casa a Macerata dove abitavano in una traversa di corso Cairoli. «Eravamo legatissime – prosegue Valeria – era piena di sogni e grinta. Voleva diventare una manager, occuparsi della direzione e della formazione di personale. Ad ottobre avrebbe iniziato l’università Cattolica a Milano, a maggio l’avevo accompagnata all’open day».

Sara Menichelli 6Il padre, Giancarlo, dipendete di banca, aveva già pagato la prima rata d’iscrizione per la figlia. Sara stava cercando casa a Milano questi giorni, anche attraverso Facebook. A novembre si sarebbe laureata a Macerata, in Scienze della Formazione e dell’Educazione dove frequentava il terzo anno del corso di educatore di nido e educatore infantile. Le mancavano solo tre esami. L’ultimo lo aveva dato giovedì scorso, musica, aveva preso 30. A Milano voleva frequentare un corso per Lavoro e direzione d’impresa. «Diceva sempre che le piaceva allargare le sue conoscenze – continua l’amica Valeria – per questo voleva studiare anche a Milano. Era una ragazza speciale, vicina nel momento del bisogno». Sara giocava a calcetto con una squadra femminile, la T12 Fabriano. Per riuscire ad allenarsi tornava a casa da Macerata due sere alla settimana. Poi le piaceva la musica e correre. Con l’amica Valeria la mattina le piaceva fare jogging ai giardini Diaz. «Correva, ballava e cantava “Che bambola” di Fred Bongusto – dice Valeria – le piaceva tanto quella canzone, l’ascoltava sempre». La madre, Rita Bruni, è insegnante di pianoforte e organista alla cattedrale di San Venanzo. «Lei amava sentirla suonare – racconta Valeria – quando andavo a casa sua ripeteva spesso “Mi rilassa quando mamma suona il piano”». Venerdì le due amiche si sono salutate alla stazione. «Era la prima volta che mi accompagnava fin lì – prosegue Valeria – mi ha abbracciata e mi ha detto “Il tuo abbraccio mi spezza il cuore”. Per me era una sorella. Mi diceva sempre “Vale la nostra amicizia è una bomba di emozioni”. Era vero». Le due amiche abitavano insieme a Macerata da settembre. La 22enne aveva due fratelli minori, Emanuele di 11 anni e Lorenzo di 18 anni. «Non glielo diceva ma li amava tantissimo – dice Valeria – a me lo ripeteva spesso».

Domani, concluse le procedure per il nullaosta sulla salma, sarà allestita la camera ardente a Fabriano, nella chiesa di San Filippo, la chiesa dei giovani, dove verrà fatta in suo ricordo una infiorata, la stessa che si usa fare durante il palio di San Giovanni e al quale Sara partecipava con Porta Cervara. Il funerale ci sarà giovedì alle 17 nella cattedrale di San Venanzo, al duomo. La messa sarà celebrata dal vescovo Stefano Russo.  



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