Festa pre-nuziale tra Marche e Umbria,
Pasqui: “L’ospedale di Camerino
curerà anche la gente dell’altopiano”

ASPETTANDO LA SUPERSTRADA - Oggi il convegno a Colfiorito con tanti buoni propositi. "Il nostro dovrà essere ospedale di montagna, ne parlo con Ceriscioli" promette il sindaco camerte. Stefano Belardinelli (Contram): "Pronto ad allargare i servizi". Nel pomeriggio a Serravalle auto d'epoca, musica e brindisi
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Nel pomeriggio il serpentone delle auto d'epoca ha chiuso la festa a Serravalle

Nel pomeriggio il serpentone delle auto d’epoca ha chiuso la festa a Serravalle

 

L'intervento del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

L’intervento del sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

di Maurizio Verdenelli

Che domenica bestiale la domenica a Colfiorito, aspettando Renzi e Delrio tra 25 giorni. Così mentre la superstrada resta chiusa ‘per lavori&collaudi’ a ritmi stakanovisti, Camerino e Foligno cugini fino a ieri ‘separati’ stanno costruendo ponti, tanto necessari se il 29 giugno scorso il traffico dirottato sulla ‘vecchia’, insufficiente statale ha dovuto registrare una vittima a Casette di Cupigliolo. Non solo ponti, in senso metaforico s’intende, ma più concretamente il ‘proprio’ ospedale “che funziona bene” (ha tenuto a sottolineare) ha offerto Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino, per cementare la nuova amicizia tra Marche ed Umbria sull’altopiano. «Un ospedale che sarà concretamente ‘di montagna’ al servizio delle popolazioni, eredi dei Plestini umbri e dei fieri camerti. Ne parlerò la settimana prossima al governatore Ceriscioli», ha promesso Pasqui (che per radici materne è serravallese) scatenando al proprio indirizzo una standing ovation da parte della platea del convegno ‘Domenic@Colfiorito’ organizzato da Pro Camerino, Pro Foligno e dal Parco regionale.

Stefano Belardinelli

Stefano Belardinelli, presidente Contram

E Stefano Belardinelli, presidente del Contram, arrivato ‘di corsa’ (ha mostrato le scarpette da podista, reduce da una sgambatura da Taverne) ha messo a disposizione di futuri, intensificati rapporti un ‘protocollo’ di mobilità che preveda più scambi tra due territori la cui linea di demarcazione è puntigliosamente sottolineata da un loggiato, quello della Basilica di Plestia. La Regione nonostante l’esigua ma qualificata rappresentanza – presente l’amministrazione di Serravalle solo al concerto in piazza e al brindisi con la carovana delle auto d’epoca – ha mostrato ‘muscoli’ istituzionali mostrando d’essere all’altezza del ruolo di motrice.

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Un futuro prossimo venturo visto da una parte come big bang, dell’altro come il giorno dell’apocalisse: da parte dei ristoratori del pianoro, con scarsissime eccezioni. In ogni caso anche Foligno, come i sindaci dell’Alto Maceratese qualche mese fa, hanno gridato al ‘voltafaccia’ rispetto agli accordi presi con la società Quadrilatero. «Il territorio è stato tradito» ha detto Salvatore Stella, ex assessore ai Lavori pubblici citando lo strategico svincolo ‘dimenticato’ di Scopoli (un altro caso Muccia, senza considerare Macerata e Civitanova) e l’area di sosta umbra sull’altopiano, parimenti messa nel dimenticatoio: stessa sorte per quella marchigiana.

Maria Romana Picuti

L’archeologa Maria Romana Picuti al lavoro nel sito di Casette di Cupigliolo

«E il 2% dell’importo complessivo dell’infrastrutture, da utilizzare per le opere compensative? Denaro mai visto. Vogliamo dimenticare forse quest’ultima delusione? il territorio è stato tradito», ha aggiunto Stella. «Quei soldi, purtroppo, sono stati un capitolo mai aperto» ha detto, fatalista, l’archeologa Maria Romana Picuti. A rendere meno amaro il boccone pre – inaugurazione – anche Foligno ha confermato l’anticipazione del nostro giornale – la vicesindaco Rita Barbetti ‘da Leggiana’ (precisando la sua appartenenza al territorio della statale) ha dispensato generose dosi d’ottimismo. «Inoltre la Principessa di Plestia e la tomba del carro, quest’ultima nei magazzini della Soprintendenza umbra a Ponte San Giovanni, saranno esposti definitivamente al museo di Colfiorito. E la partita circa lo svincolo di Scopoli non è affatto chiusa. Spero molto, infine, nel ministro Dario Franceschini e nel suo progetto delle vie del Giubileo: 330 tappe, 20 percorsi (anche verso Roma): c’è interessamento per la via Lauretana».

 

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domenica colfiorito

La locandina dell’evento

Che è poi l’antico percorso della ‘77’ Valdichienti nel cui nome è stato organizzato il convegno di questa mattina: una strada per ritrovarsi, una montagna da riscoprire. Già, perché come ha detto l’avvocato Angelo Velatta (presidente Fiab di Foligno: gli amici della bici) «la strada prima che per le auto è fatta per gli uomini». E’ questo pare il destino ricorrente del vecchio tracciato della ‘77’ ricco di testimonianze devozionali, storiche, artistiche, ambientali e di vita vissuta – da queste parti veniva Enrico Mattei a pescare e a ‘vaticinare’ messianicamente una strada ad alta velocità e con numerose aree di sosta a differenza, c’è da dire, della società Quadrilatero. Il convegno all’ente Parco, presente l’assessore delegato Paolo Gubbini (non però l’annunciato sindaco Nando Mismetti) si è avvalso di eccellenti testimonianze e del coordinamento di Mario Timio.

 

Quadrilatero, il tratto di Serravalle

Quadrilatero, il tratto di Serravalle chiuso in attesa dell’inaugurazione del tratto conclusivo Foligno-Pontelatrave

 

Sono intervenuti Bruno Toscano (Università Romatre), Gilberto Pambianchi (Unicam), Luciano Giacchè, Chiara Serenelli (associazione Verdiana, Firenze), l’assessore folignate al turismo e sviluppo economico, Giovanni Patriarchi, Fabio Bianconi e Marco Filippucci (entrambi dell’Università di Perugia). Bianconi ha sottolineato la necessità di dare identità al territorio: «Non è facile se si pensa che a Firenze, ad un convegno scientifico, alcuni ricercatori americani mi hanno chiesto se il sacro convento di Assisi fosse nella provincia senese, territorio, come noto, ben valorizzato». Filippucci ha ribadito la necessità di «comunicare l’altopiano» come strategia vincente ed inclusiva di una terra che rischia dopo il terremoto e a causa dell’alta velocità che quelle devastazioni doveva ‘curare’ con questa grande infrastruttura, la definitiva e beffarda marginalizzazione.

Baldassarri

Il senatore Mario Baldassarri padre della Quadrilatero

«Non lo possiamo chiedere alla Regione Umbria, con tutto quello che ha da fare» ha detto il docente. Un compito che deve essere soprattutto affidata a chi è in prima persona impegnata nel rilancio dell’area, ormai famosa per i suoi prodotti, a cominciare dalla patata rossa, da un anno marchio Igt. E in conclusione, il convegno ha ‘accolto’ la proposta del corridoniano Antonio Volpini, un collezionista di diari e mappe di viaggio, per una mostra sul percorso storico dell’ex Valdichienti (leggi l’articolo) tra strade tortuose di montagna e castelli di suggestione inquietante, così bene illustrate da Chiara Serenelli.

Nel pomeriggio, poi,  snodandosi da Colfiorito a Serravalle il serpentone delle auto d’epoca (tra queste una scintillante Excalibur) per la festa pre-nuziale tra Marche ed Umbria. La banda musicale ‘Rossa’ di Camerino ha unito le proprie note a quella ‘Celeste’ di Annifo. Ad intrecciare discorsi, inaugurando la ‘nuova diplomazia’ on the road, nel nome della 77, per Camerino è intervenuta Sonia Cavirani. Poi spumante, rigorosamente con uve pedemontane. Cin cin! Ricordando in conclusione, perché non si perda la memoria, il senatore maceratese Mario Baldassarri ‘padre della Quadrilatero’ e l’impegno volto alla ‘cattura di valore’ che è stato la chiave di volta e il ‘lumen’ sullo scenario della realizzazione dell’infrastruttura nata nel periodo post sisma proprio per valorizzare due territori così fortemente penalizzati.

colfiorito (1)

banda serravalle

 



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