Omicidio stradale,
svolta l’autopsia su Messi
RECANATI - Il medico legale Mauro Pesaresi oggi pomeriggio ha svolto l'esame disposto dalla procura sul corpo el 61enne recanatese: le lesioni subite al momento dello schianto e finendo fuori dal veicolo gli avrebbero provocato lo schiacciamento di torace e bacino. Da quanto emerge il Fiorino su cui viaggiava non gli sarebbe finito addosso
Omicidio stradale a Castelfidardo, svolta nel pomeriggio l’autopsia sul corpo di Marino Messi, il 61enne di Recanati che ha perso la vita nelle prime ore di domenica mentre rincasava insieme alla moglie. Da quanto emerge dall’autopsia del medico legale Mauro Pesaresi, il 61enne, sbalzato dall’abitacolo e finito in un canale a lato della carreggiata, non sarebbe stato schiacciato dal furgone sul quale si trovata, un Fiat Fiorino. Il veicolo, dopo l’impatto con la Mercedes 220 cdi guidata dal 39enne Lorenzo Morresi, era finito proprio sopra il canale. Ma il mezzo non sarebbe arrivato a schiacciare il corpo del 61enne, come pareva in un primo momento. Messi sarebbe invece morto a causa di una serie di traumi subiti al momento dell’urto con la vettura di Morresi e dopo essere stato sbalzato dall’abitacolo. In particolare avrebbe riportato lo schiacciamento del bacino e della cassa toracica. Per via degli urti avrebbe subito una fatale torsione di bacino e torace. E’ inoltre confermata la circostanza che Messi al momento dell’incidente non aveva la cintura di sicurezza.
Questo quanto emerge dall’autopsia che si è conclusa intorno alle 20 di oggi. L’incidente mortale è avvenuto alle 3,30 di domenica in località Albanacci di Castelfidardo. A quell’ora Messi e la moglie, Giuseppina Benigni, 58 anni, stavano rincasando dopo essere stati a ballare in una balera di Campocavallo. Anche Morresi stava rincasando e gli mancavano pochi metri quando, secondo quanto accertato dai carabinieri della Compagnia di Osimo, comandata dal capitano Raffaele Conforti, ha avuto un mancamento per via dell’alcol (aveva un tasso di 1,34 grammi per litro nel sangue) e dell’ora tarda. E’ lo stesso Morresi, che si trova agli arresti domiciliari, che ha detto di aver visto tutto annebbiato poco prima dell’incidente. Dell’impatto ha detto di non ricordare e di essersi risvegliato solo dopo l’urto. L’uomo, che lavora come meccanico in una officina, è disperato dopo l’incidente. «Un dramma nel dramma» aveva detto il legale del 39enne, l’avvocato Alessandro Marrino. Oggi all’autopsia, svolta all’ospedale di Torrette, a Ancona, era presente il consulente nominato da Marrino, il medico legale Manuel Papi di Rimini.
Resta invece ricoverata all’ospedale Torrette, in prognosi riservata, Giuseppina Benigni. Le sue condizioni restano gravi per via di una emorragia addominale. La donna deve essere operata.
(Gian. Gin.)

