Allarme nero,
irregolari il 98% delle aziende
REPORT - La Dtl ha illustrato i dati del primo trimestre 2016. Su 306 fascicoli chiusi ben 300 sono risultati con lavoratori non a norma. 376 le aziende controllate con 129 dipendenti irregolari e 76 completamente in nero. 117 le attività sospese nel 2015. L'edilizia è il settore maggiormente interessato

Da sinistra: Marica Micozzi, Salvatore Mazziotti, Pierluigi Rausei, Maurizio Battistelli e Martino Danilo Di Biase

Pierluigi Rausei, direttore della Direzione territoriale del lavoro di Macerata
di Sara Santacchi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Emergenza lavoro nero. E’ quanto emerge dal report di vigilanza del primo trimestre del 2016 in cui sono state ispezionate 376 attività. “Nel totale delle aziende sottoposte a vigilanza è stata riscontrata la presenza di 129 lavoratori irregolari e di 76 lavoratori totalmente “in nero”, per i quali è stata adottata la maxisanzione contro il lavoro sommerso” ha specificato Pierluigi Rausei, direttore della Direzione territoriale del lavoro di Macerata. Dei 306 fascicoli chiusi sulle aziende ispezionate ben 300 sono risultate irregolari, ovvero oltre il 98 per cento.
“Un dato destinato comunque a scendere nel corso dell’anno”. L’edilizia è il settore maggiormente interessato tanto che le visite ispettive sono state rivolte a 46 cantieri e 67 aziende edili. In particolare in questo settore si tratta maggiormente di violazioni inerenti la tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Seguono il settore terziario e le aziende, quindi l’area commerciale. Guardando alle attività del 2015 il segno della crisi è evidenziato dall’aumento delle richieste di intervento salite a 442 a fronte delle 430 del 2014. Sono mille e 342 le aziende ispezionate e di queste mille 161 sono risultate irregolari, ovvero l’83,71 per cento con ben 575 lavoratori irregolari e ben 375 totalmente in nero. A dimostrazione di come l’edilizia sia il settore che maggiormente soffre il momento economico spiccano anche nel report dello scorso anno le irregolarità proprio in questo campo dove i 234 cantieri ispezionati sono risultati tutti irregolari.

Maurizio Battistelli e Martino Danilo Di Biase, comandante dei carabinieri del Nil
Applicate 117 sospensioni dell’attività d’impresa per il lavoro nero di aziende in cui sono stati riscontrati più di un quinto di dipendenti fantasma. “Le irregolarità accertate nel 2015 riguardano anche aziende che si sono avvalse della manodopera di lavoratori di altre etnie – spiega Rausei – che non operano nella legalità, in particolare pakistani e cinesi. Questi ultimi – continua il direttore della Direzione territoriale del lavoro – si stanno dirigendo verso un trend che possiamo definire positivo con i lavoratori che sono regolarizzati anche se solo in parte o non del tutto, presentando la loro posizione come part time nonostante svolgano un lavoro a tempo pieno a tutti gli effetti. Ecco, il fenomeno dell’integrazione deve riguardare anche l’aspetto lavorativo e non solo quello sociale”. Spostandosi al settore dell’autotrasporto sono state accertate 140 irregolarità nell’alternanza guida e riposo a conferma della difficoltà del rispetto della normativa.

Il direttore Pierluigi Rausei e Maurizio Battistelli
Le somme effettivamente riscosse dalle attività svolte nell’intero anno a titolo di sanzione sono pari a 893 mila euro mentre sono finiti nelle tasche di 462 lavoratori a titolo di retribuzione tre milioni e 250 mila euro in totale. “Va anche sottolineato – ha concluso – il dato riguardante il personale ispettivo di Macerata che ha ridotto di due unità il proprio organico rispetto all’anno scorso pur continuando a garantire la stessa qualità e lo stesso numero di interventi. Invito inoltre a far fede al nostro lavoro e ai nostri controlli anche di fronte all’affermazione di alcuni imprenditori che definiscono la propria attività completamente regolare visto che spesso questo risulta essere assolutamente falso”. Presenti alla mattinata nella quale è stato esposto il report completo sull’attività di vigilanza dello scorso anno oltre al direttore Pierluigi Rausei, anche: Marica Micozzi, Salvatore Mazziotti, Maurizio Battistelli e Martino Danilo Di Biase, comandante dei carabinieri del Nil.

Salvatori Mazziotti e il direttore Pierluigi Rausei

Marica Micozzi

Salvatore Mazziotti
Qui si è intervenuti?
https://www.cronachemaceratesi.it/2016/03/12/infiltrazioni-dacqua-al-palas-operai-al-lavoro-per-mettere-il-cappuccio/781096/
e relativi commenti.
Pubblicate allora i nomi delle 6 aziende virtuose con fascicolo chiuso “intonso”, così almeno le relative proprietà avranno un pò di soddisfazione in questa congiuntura economica disastrosa…..
Non è che sono irregolari coloro (e sono tanti) che ai vari livelli, anziché semplificare, tengono in vita questa burocrazia elefantiaca?
non è che sono irregolari coloro che agli alti livelli si preoccupano di complicare le leggi anziché semplificarle per le pmi che tenevano in vita il bel paese?
le aziende, soprattutto le edili, in regola ormai sono in estinzione forzata come i panda.
lavorare, e far lavorare, è ormai un privilegio per pochi protetti.
onore al merito a tutti gli organi di vigilanza sui luoghi di lavoro che tutelano vite e famiglie, ma i controlli dovrebbero essere proporzionali allo sblocco del lavoro, privato e pubblico e non al suo ingessamento con milioni di norme, codici, regolamenti e cavilli contraddittori che nessuno si preoccupa di rifare in toto.
si mantengono norme complicate per ingessare il sistema e riservare i pochi fondi residui alle grandi infrastrutture ed opere con tutte le deroghe.
che il sistema normativo sia elefantiaco e praticamente impossibile da rispettare e’ un dato di fatto ma…che nelle piccole e medie imprese si giochi su orari,sicurezza e stipendi dei dipendenti e’ dato di fatto conclamato.Faccio un piccolo esempio capitato ad un mio conoscente che lavora come me nel settore grande distribuzione—Ha lavorato per alcuni anni in un supermercato di un noto marchio con gestione privata zona litorale anconetano…tale gestore non forniva ne divisa ma soprattutto non forniva ai dipendenti neanche le scarpe antinfortunistica cosa fondamentale e necessaria e dovuta per legge per la sicurezza del dipendente (pensate nei banchi carne e salumi o durante il carico e scarico delle merci alla possibilita’ non tanto remota che qualcosa vi cada sui piedi tipo un bel coltello…) ,non faceva effettuare le visite mediche dovute ai propri dipendenti,alcuni dipendenti figuravano part time ma in realta’ lavoravano a tempo pieno senza contributi per le ore successive e questo per il discorso che …o cosi’ o pomi’…piu’ tutta una serie di altri comportamenti anche alle spalle degli ignari clienti passibili di denuncia non solo alla Asur ma anche penale…commenti????
Il 98%? Certo, se per irregolare si considera un’azienda multata perché un operaio in quel momento non indossava i guanti …
Va detto anche che molte ditte assumono lavoratori stranieri perché, parlando in via del tutto generale, possono permettersi di pagarli meno.