Verso il Micam, Ciannavei:
“La politica sostenga la ricerca”
LA FIERA DELLA SCARPA - Il presidente degli industriali calzaturieri fa un appello alle aziende: "dobbiamo reagire, ma le imprese devono essere accompagnate sui mercati internazionali e nell'innovazione". Domenica a Milano aprono gli stand, 90 saranno di ditte maceratesi

Tonino Ciannavei
Il Micam sboccia a San Valentino: al via il 14 febbraio a Milano la più importante fiera della calzatura con numerose imprese maceratesi impegnate. Insieme alla fiera della scarpa da domenica apre anche il Mipel, la rassegna della produzione pellettiera. «Quasi 90 le imprese calzaturiere maceratesi presenti al Micam su un totale di 1.444 espositori di cui 816 italiani e 10 le aziende maceratesi presenti al Mipel – dice Tonino Ciannavei, presidente degli industriali calzaturieri di Confindustria Macerata – tutte con alte aspettative sul futuro pur consapevoli della situazione economica». Un’occasione per i produttori locali e di riflessione per Ciannavei, che a inizio anno inquadra la situazione drammatica della piccola e media impresa, tra assenze della politica, il dissesto di Banca Marche e la concorrenza internazionale. «La caduta della nostra economia e le prospettive ancora fosche denunciano un contesto e una cultura ancora poco attenti all’impresa» dice Ciannavei, che poi analizza alcuni dei problemi di chi fa impresa. «Pensiamo al dissesto di Banca Marche che ha danneggiato tanti risparmiatori e tanti piccoli imprenditori ora in difficoltà e che non possono più confidare come in passato su un sistema creditizio attento ai loro bisogni. Pensiamo all’assurda differenza dei costi di produzione con altri Paesi che rende impossibile ogni competizione (abbiamo la più alta pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa in Europa), o alla mancanza di reciprocità dei dazi doganali per cui, nel nostro Paese, chi importa paga molto meno di chi esporta. Pensiamo agli usi fraudolenti del marchio Made in Italy e all’immensa quantità di merci contraffatte e pericolose per la salute che arrivano nei nostri porti senza nessun controllo». Dalle sanzioni europee alla Russia, alle politiche petrolifere che hanno causato, incidendo sul tasso di cambio, una perdita per il settore dal 40 al 70 percento, Ciannavei lancia l’appello per una reazione compatta di fronte all’assenza di un vero progetto di politica industriale: «dobbiamo reagire subito e tutti insieme, siamo nel cuore del più importante distretto calzaturiero al mondo – conclude Ciannavei – tutti riconoscono la nostra capacità di fare qualità, di realizzare prodotti unici, di essere gli ambasciatori del Made in Italy, ma oggi tutto questo non basta più. La politica e le istituzioni devono accompagnare le nostre imprese sui mercati internazionali e sostenerci negli investimenti sulla ricerca».
Beh, un sostegno ai lavoratori ridotti al mutismo, allo schiavismo sottratti della dignità non lo vogliamo dare? Certo non parlo dei ruffiani che la dignità credono sia l’arte di leccare il padrone, usando tutti i sistemi che la vigliaccheria insita in detti soggetti suggerisce. Anche in politica, spesso si può notare una certa affinità con questo spregevole modo di comportarsi.
Beh, un sostegno ai lavoratori ridotti al mutismo, allo schiavismo sottratti della dignità non lo vogliamo dare? Certo non parlo dei ruffiani che la dignità credono sia l’arte di leccare il padrone, usando tutti i sistemi che la vigliaccheria insita in detti soggetti suggerisce. Anche in politica, spesso si può notare una certa affinità con questo spregevole modo di comportarsi.