Spazio pubblicitario elettorale

Bancarotta Green Leaves,
assolto Silvano Ascani
“Buon senso dei giudici”

PORTO RECANATI - L'imprenditore è stato scagionato dalle accuse con formula piena: "Il fatto non sussiste". Era imputato per una presunta distrazione di circa 550mila euro dalle casse della società cui faceva capo la notissima discoteca portorecanatese: "Io i soldi li ho messi e non li ho presi. Per me quel locale era la mia creatura, ho fatto di tutto per salvarlo"

- caricamento letture
Silvano Ascani (2)

Silvano Ascani

 

di Gianluca Ginella

Era accusato di una bancarotta da mezzo milione di euro nel fallimento della società Green leaves: assolto l’imprenditore Silvano Ascani. Oggi è arrivata la sentenza. «Ancora mi devo calmare, mi tremano le mani – dice Ascani –. Il Green leaves era una mia creatura, abbiamo fatto di tutto per salvarlo e poi sono stato accusato di bancarotta. Abbiamo raccontato la verità e i giudici hanno premiato il buon senso».

L’imprenditore Silvano Ascani era finito sotto accusa al tribunale di Macerata nell’ambito del fallimento della società Green leaves srl azienda alla quale faceva capo la discoteca omonima che un tempo animava le notti di Porto Recanati e attirava persone da tutte le Marche e da fuori regione. Di quella società Ascani era stato legale rappresentante per oltre 20 anni. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, l’imprenditore avrebbe distratto mezzo milione di euro dalle casse della società. Lo avrebbe fatto, dice l’accusa, con indicazioni nelle scritture contabili riferibili all’azzeramento del conto cassa e del conto crediti vari (in data 4 luglio 2008). Altri 45mila euro circa li avrebbe distratti con riferimento al pagamento di un fornitore (questo in data 31 luglio 2009).

L'avvocato Gabriele Cofanelli

L’avvocato Gabriele Cofanelli

Oggi il pm Stefania Ciccioli al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna a 3 anni e sei mesi per Ascani. Il legale dell’imprenditore, l’avvocato Gabriele Cofanelli, ha invece sostenuto che Ascani i soldi nella società li aveva messi e non li aveva presi. Ne è prova la testimonianza resa nel corso del processo dal consulente dell’accusa che aveva svolto gli accertamenti sul fallimento della Green leaves e aveva detto che Ascani due anni prima del fallimento (che risale al 2011) aveva venduto una sua proprietà per un milione e 800mila euro, per salvare la società. «Erano le mura del Green leaves – dice Ascani –, le abbiamo vendute per riuscire ad andare avanti, ma poi non ce l’abbiamo fatta più. Era un controsenso dire che avevo preso 550mila euro e poi ne avevo rimessi dentro 1 milione e 800mila. Per me è una emozione questa assoluzione – commenta Ascani – , perché il Green leaves è stata la nostra storia, la nostra vita. Ci ha dato un mare di soddisfazioni, è stato un locale premiato da tutti. E’ stata una storia durata 37 anni. E noi in questi 5 o 6 anni in cui è durato il processo abbiamo raccontato la verità. E i giudici hanno premiano il buon senso». Al termine del processo i giudici hanno assolto Ascani con formula piena: «Perché il fatto non sussiste».

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X