I No crem protestano in Comune,
Corvatta: “Non parlo più con loro”
CIVITANOVA - Mentre il comitato continua a manifestare la propria contrarietà all'opera il sindaco prosegue sulla sua linea: "La cittadinanza è a favore dell'impianto, quindi si farà. Porterà 250 mila euro annui alla città e risolverà i problemi del cimitero"

La protesta dei No Crem sotto al Comune di Civitanova

Un rappresentante del comitato mostra il volantino all’arrivo dei membri della maggioranza
di Marco Ribechi
(foto Federico De Marco)
In maggioranza si parla dell’impianto crematorio e il comitato improvvisa una protesta sotto Palazzo Sforza a Civitanova. Mentre i “No Crem” ribadiscono la loro contrarietà all’opera il sindaco Tommaso Corvatta fa sapere che la struttura prima o poi si farà. Entrambe le parti proseguono per la propria strada e un compromesso sembra impensabile. Ieri sera alle 21 una rappresentanza dei cittadini “No crem” si è presentata davanti all’ingresso del Comune dove si trovavano riuniti i consiglieri. I partecipanti avevano un volantino con cui ponevano all’attenzione tutte le criticità sulla realizzazione dell’impianto. Prima tra tutte la possibilità di liberare gli attuali loculi del cimitero risolvendo così l’emergenza che imporrebbe un’allargamento dell’area. La stessa soluzione era stata sostenuta pochi giorni fa anche dal presidente del consiglio Ivo Costamagna, notoriamente schierato, da un punto di vista personale, a favore della sepoltura e non della cremazione (leggi l’articolo).

I no crem sotto Palazzo Sforza
Di questa mattina invece le dichiarazioni del sindaco: «Non abbiamo mai pensato di cedere dall’intenzione di avere un servizio in più per la nostra comunità come l’impianto di cremazione – dice il sindaco – Siamo sicuri che sia un’idea che piace alla maggioranza dei cittadini. Questo non toglie che siamo disponibili ad un colloquio per affinare e migliorare il progetto». In particolare il riferimento è al sito scelto, che potrebbe essere differente da quello proposto fin’ora: «Stiamo esplorando la possibilità di localizzarlo in altre posizione – continua il sindaco – Ci siamo relazionati con altri comuni limitrofi ma nessuno sembra intenzionato a collaborare. Stiamo anche considerando altri siti nel nostro territorio comunale». L’amministrazione considera febbraio 2017 come data di riempimento dell’attuale cimitero: «Con alcuni accorgimenti si potrebbe prolungare di qualche tempo la saturazione del cimitero, anche oltre il 2017 – dice Corvatta – però il progetto si farà. Ora la ditta Altair sembra che non attenderà oltre quindi si dovranno rivedere tutte le modalità che avevamo pensato. Economicamente il crematorio porterà dei vantaggi economici di circa 250 mila euro l’anno al nostro Comune che riverseremo nel nostro territorio». La cifra, stando ai conti degli amministratore, si otterrebbe da una quota fissa versata per ogni salma cremata e da una sorta di diritto d’entrata delle salme stesse, che viene percepito già dai comuni con gli impianti attivi. Ma le relazioni tra il comune e i No Crem, sebbene non fossero mai state idilliache, sono arrivate proprio ai ferri corti. Mentre il comitato invita tutti i cittadini all’auditorium San Paolo di Civitanova Alta dove venerdì si terrà un’assemblea il sindaco conclude: «Non parlerò più col comitato. Sanno solo approfittare della nostra buona fede per insultare e offendere. Ci confronteremo solo con la cittadinanza».


E CI RISIAMO: DI NUOVO IL CREMATORIO!
Il sindaco non si domanda perché i comuni limitrofi NON sono intenzionati a collaborare? Io fossi in lui qualche domanda me la porrei e saprei darmi anche qualche risposta: forse i loro sindaci ritengono che i servizi di cui le loro comunità necessitano sono altri? Forse pensano prima di tutto a tutelare la salute dei propri cittadini, evitando altre inutili emissioni? Visto anche che nelle Marche molto presto sarà attivo anche il terzo impianto di cremazione.
E i 250,000 mila euro di guadagno annuo dichiarati dal sindaco per il comune, alla cremazione di quante salme corrisponderebbero? E da dove proverrebbero? Tutte da civitanova? (dato che il sindaco dichiara che è un “servizio” per la nostra comunità)? Prevede forse un’epidemia ciclica?
E se anche questo guadagno per il comune ci fosse, vale la pena mettere a rischio la salute anche di una sola persona?
I servizi di cui i cittadini di Civitanova Alta hanno bisogno sono altri: valorizzare il nostro centro storico, scartando in primis Porta Marina (il monumento che ci rappresenta) e non cambiandogli “veste”; ristrutturare le mura di cinta che sono piene di infiltrazioni; sistemare le strade ecc.ecc., prendendo ad esempio proprio quei comuni limitrofi che hanno rifiutato di aggregarsi alla realizzazione del crematorio, comuni che sono riusciti a fregiarsi del titolo di “Borghi più belli d’Italia” e ad ottenere la bandiera arancione per la vivibilità del luogo, a tutto vantaggio del turismo e della salute pubblica!!!
Ah Corva, va vè che prima o poi tutti dovemo morì, però non ce mette ffuga!! So capito che lo comune a ciavrià bisogno de sordi, però, cercheteli da n’antra parte.
Il giorno prima dice che non è più necessario il giorno dopo è indispensabile!!!! Sign. Sindaco lo faccia davvero sto referendum, mettendo sul tavolo tutti i dati realistici, sia per il crematorio che per il sottopasso di via Carducci e poi vediamo quanti Civitanovesi sono realmente d’accordo a sfregiare la propria città, o il consenso riguarda solo la sua giunta…. Questa sarebbe democrazia partecipata, altro che sta fantomima dell’ascolto tutti poi tanto alla fine faccio sempre come voglio!!!!!