Il vescovo Marconi e Castagnetti
riflettono sull’enciclica “Laudato sì”

MACERATA - Partecipato confronto agli "Incontri d'autunno" sul testo di Papa Francesco dedicato alla crisi ecologica

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Da sinistra: Nazzareno Marconi, Vincenzo Varagona, Pierluigi Castagnetti e Angelo Sciapichetti

 

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Nazzareno Marconi

 

di Federica Nardi

(foto di Andrea Petinari)

«L’animale a più alto pericolo di estinzione è il politico». Netto il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, alle prese con l’interpretazione dell’enciclica papale dedicata ai temi dell’ecologia “Laudato si’”, che ha conquistato il record di enciclica più lunga della storia. «La politica come riflessione che guarda al lungo periodo alla ricerca del bene comune sta scomparendo sotto le spinte di un mondo sempre più rapido – ha detto Marconi -. Il leaderismo che si sostituisce alla fatica della costruzione dei partiti rende la politica ostaggio della finanza e dei tecnocrati. La politica è un ponte tra presente e futuro e da molti anni non c’è alcun disegno di futuro». Con lui l’ex deputato Pierluigi Castagnetti, l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Sciapichetti e il giornalista Vincenzo Varagona, moderatore di questo penultimo appuntamento del ciclo di eventi “Incontri d’autunno”, organizzato dal circolo Aldo Moro di Macerata. Gremito l’auditorium della Domus San Giuliano. Del resto il tema è attualissimo e gli ospiti non adottano le mezze misure per denunciare il disastro esistenziale, più che ecologico, che sta colpendo il mondo globalizzato.

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Pierluigi Castagnetti

«Papa Francesco non dà una soluzione al problema ed è molto chiaro su questo punto: è compito dei laici occuparsi delle cose temporali – ha detto Castagnetti -. È un monito: questa economia uccide e non ve ne siete accorti. Per la prima volta nella storia dell’uomo non siamo in grado di consegnare ai nostri figli lo stesso mondo che abbiamo trovato. Meno acqua, meno aria, meno vita. Quello che ci dice il Papa – prosegue Castagnetti -, è che non si può separare la crisi ecologica da tutte le altre e che e bisogna riconoscere la categoria di “rifugiati per problemi esistenziali”. È inutile scandalizzarsi per le migrazioni di esseri umani, che se ne vanno da zone dove manca l’acqua, la vegetazione e la fauna». Una situazione che configura un vero e proprio «peccato di omissione – così lo definisce Marconi -. Ognuno deve sentirsi responsabile, siamo tutti interconnessi e nessuno può chiamarsi fuori. L’emergenza che ci ha sottoposto il Papa nel sinodo dei vescovi di Firenze è quella di formare una nuova classe dirigente in grado di comprendere la realtà. Per troppo tempo, a forza di fare elenchini delle cose da fare e non fare, abbiamo trattato le persone come bambini – incalza il vescovo, replicando al pubblico che chiede come un cattolico debba prendere decisioni in tema ambientale -. I cristiani adulti devono saper scegliere tra il bene e il male».

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incontri d'autunno varagona marconi foto ap (8) La platea degli “Incontri d’autunno”, ieri sera alla Domus San Giuliano

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Angelo Sciapichetti

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Vincenzo Varagona

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In prima fila, da destra: l’assessore Narciso Ricotta e il sindaco di Macerata Romano Carancini

 


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