Accusata di aver cercato
di evirare il marito,
il giudice la assolve
CIVITANOVA - La donna era imputata per tentate lesioni. Nello stesso processo era sotto accusa anche l'uomo, condannato a 90 euro per minacce e scagionato dalle accuse di maltrattamenti e lesioni
Accusata di aver tentato di evirare il marito, oggi è stata assolta al tribunale di Macerata. Condannato invece, nello stesso processo, il marito: 90 euro per minacce alla donna e alle figlie, assolto dalle accuse di maltrattamenti e di lesioni gravi. Il processo si è chiuso oggi al tribunale di Macerata, a distanza di circa 6 anni dai fatti di cui è si è discusso in aula, che risalgono al 2009 e sarebbero avvenuti a Civitanova. Alla donna, difesa dall’avvocato Alessandro Ciarrocchi, veniva contestato il reato di tentate lesioni. La donna, secondo l’accusa (sostenuta dal pm Stefano Lanari), il 2 ottobre del 2009 avrebbe preso in mano un paio di forbici, e con l’altra mano avrebbe afferrato le parti intime del marito e gli avrebbe detto «Te lo taglio». La donna era imputata anche per minacce. Oggi è stata assolta da tutte le accuse. Imputato anche il marito, che doveva rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia, minacce, lesioni. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la moglie e le figlie a maltrattamenti «fisici e morali» e inoltre le avrebbe minacciate di morte puntando verso di loro un coltello. Inoltre, prosegue l’accusa, le avrebbe percosse causandole lesioni personali lievi. L’uomo, assistito dall’avvocato Cinzia Mennoia, è stato assolto dalle accuse di maltrattamenti e di lesioni gravi e condannato per minacce a 90 euro. Inoltre il giudice ha rimesso gli atti alla procura per le lesioni lievi (reato di competenza del giudice di pace).
(Gian. Gin.)