La compagnia Papaveri e Papere
fa centro con un ever green
LA RECENSIONE - A Treia esilarante la commedia "Uomini sull'orlo di una crisi di nervi" presentata al teatro comunale dagli attori fabrianesi
di Walter Cortella
Secondo appuntamento al Comunale di Treia, dove approda la commedia brillante Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, scritta da Alessandro Capone e Rosario Galli, oltre venti anni fa. Da allora la pièce è stata portata in scena innumerevoli volte e l’enorme successo di pubblico ne ha fatto un cult del teatro italiano. Il testo è frizzante, i tempi comici perfetti e il ritmo frenetico. La comicità è garantita dalla precisa caratterizzazione di personaggi dalla gag facile e naturale. La trama non è di particolare spessore, ma la commedia ha la capacità di coinvolgere lo spettatore fin dalle prime battute. Ci vogliono notevoli qualità professionali per allestire uno spettacolo del genere e la compagnia Papaveri e Papere di Fabriano, che si avvale per questa produzione della consulenza artistica di Massimiliano Giovanetti, sembra avere in tal senso tutte le carte in regola.
Prova ne sia che la commedia sarà il pezzo forte del suo repertorio anche per la corrente stagione teatrale. I protagonisti hanno dimostrato grande sicurezza e padronanza dei propri mezzi, conferendo in tal modo assoluta credibilità ai personaggi portati in scena. La regia è curata da Fabio Bernacconi, già noto al pubblico treiese che ebbe modo di applaudirlo due anni fa nella esilarante commedia Le pillole di Ercole. Oggi, lasciati i panni dell’attore assume, e con ottimi risultati, il ruolo di regista. Riesce ad imprimere alla commedia il giusto ritmo affinché lo spettatore si senta sempre coinvolto dall’azione scenica. Il cast è composto da Lucio Cavalieri (l’architetto Pino, padrone di casa), Massimo Arteconi (il pacioccone Ciccio), Oreste Aniello (il furastico Nicola) e Matteo Cossu (Gianni, il più giovane della combriccola). I quattro uomini sono soliti ritrovarsi il lunedì sera da Pino per il tradizionale «giro» a poker, ma questa volta l’atmosfera, chissà perché, è particolarmente elettrizzata.
Tra i quattro scocca subito la scintilla e ognuno finisce per sciorinare i suoi problemi familiari. Le loro vite di coppia sono un disastro, segnate da esperienze negative e così, per raddrizzare la serata, tentano una «botta di vita» e ingaggiano per telefono una escort. Gianni non ci sta, vorrebbe perciò tornarsene a casa dalla sua mogliettina, però all’arrivo dell’avvenente Yvonne (Maurizia Pastuglia) cambia subito idea. Dopo i primi convenevoli Pino si aggiudica il sorteggio e si apparta per primo in camera da letto con la ragazza ma da lì a poco torna abbacchiato, amaramente sconfitto. È accaduto l’imprevedibile: la bella bionda non è Yvonne ma Giulia, ma non è questa la causa della sua umiliante débâcle: Giulia non è nemmeno una escort. Le due donne sono amiche e condividono semplicemente lo stesso appartamento. Ma allora, si domandano i quattro amici, perché ha accettato quell’appuntamento insidioso? Per noia ma anche per fare un dispetto al futuro sposo, reo di averla lasciata sola quella sera per andare con gli amici a festeggiare l’addio al celibato. Avrebbe voluto anche lei, ma poi è tornata sui suoi passi. Ormai la magia della serata di follia è svanita. Inutile recriminare. Ma intanto tra Gianni e Giulia è scoccata la scintilla dell’amore. Afferrati i mille euro destinati a Yvonne, fuggono verso una nuova esistenza.
Come detto, la commedia ha un testo effervescente, ricco di battute esilaranti che permettono ai quattro protagonisti maschili di mettere in evidenza la loro notevole carica di comicità, tuttavia il finale riserva allo spettatore un retrogusto un po’ amaro, poiché invita a riflettere sulle contraddizioni e le fragilità degli uomini quando doppiano la fatidica boa degli «anta». La scenografia è d’effetto, con i suoi colori vivaci e le suppellettili di vario stile, recuperate un po’ qua e là, che alludono chiaramente alle difficoltà economiche nelle quali si dimena il povero architetto separato. Con questa brillante e convincente esibizione, i fabrianesi hanno legittimato il successo di due anni fa.
(foto di Antonio Stopponi)
