Gentili risponde alle critiche
“Tariffe cimiteriali ridotte”
MONTE SAN GIUSTO - Il primo cittadino ribatte alle accuse mosse dal gruppo consiliare Amici in comune. "L’opposizione è miope e disattenta: grida allo scandalo per un aumento di appena 2,43 euro all’anno senza riferire che tutte gli altri costi sono state abbassati di cifre ben più significative"
«Siamo felici di essere chiamati in causa sull’argomento dei servizi cimiteriali perché proprio sulle tariffe di questi servizi, al contrario di quello che si vuol far credere, la nostra Giunta ha operato quest’anno una riduzione senza precedenti». Il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili risponde a quanto sostenuto dal gruppo consiliare Amici in comune (leggi l’articolo) in merito “all’aumento ingiustificato” dei costi delle lampade votive. «L’opposizione è miope e disattenta e grida allo scandalo per un aumento della tariffa delle lampade votive di appena 2,43 euro all’anno senza riferire, però, che tutte le altre tariffe sono state abbassate di cifre ben più significative. Ci chiediamo, infatti, dove erano i precedenti amministratori quando, in questa fase di crisi profonda, chiedevano a una famiglia di pagare 210 euro, di cui 30 euro solo per un tragitto di pochi metri, per spostare uno dei propri cari da un loculo preso in prestito? – domanda il primo cittadino – Grazie alla nostra amministrazione dal primo gennaio 2016 la tariffa della tumulazione scenderà da 230 a 190 euro, quella dell’inumazione passerà da 180 a 150 e quella della traslazione addirittura da 210 a 140 euro, ben 70 euro in meno – sottolinea Gentili – Queste sono le cifre e le azioni di un’amministrazione che parla con le persone e soprattutto ascolta le loro difficoltà. L’abbassamento delle tariffe cimiteriali è proprio uno degli argomenti maggiormente sentiti e rimasti inascoltati per troppi anni. Il gruppo di opposizione non comprende che cercare visibilità con i soliti “cavalli di battaglia” promossi dalle segreterie nazionali di partito sui comunisti, sulle tasse e sugli aumenti, non è sufficiente a convincere i cittadini a farsi eleggere alla guida di un comune – conclude il sindaco di Monte San Giusto – Evidentemente, la lezione del 25 maggio 2014 è rimasta, sinora, inascoltata».
