Bottega del libro, riapertura flash
18mila titoli e Mondadori nuovo partner
MACERATA - La storica libreria di corso della Repubblica, alla soglia del mezzo secolo di vita, resta "assolutamente autonoma". Le titolari Chiara e Simona: "Nulla cambia nella centralità delle scelte che restano nostre: c'è però una grande opportunità in più per i lettori che restano i nostri amici più cari. Nei lavori di riadattamento abbiamo contato su un volontariato commovente che ci ha fatto abbreviare i tempi di chiusura" dicono madre e figlia. Ed ora una nuova sezione in più: "Nati per leggere", editoria per l'infanzia
di Maurizio Verdenelli
Riapre oggi, in corso della Repubblica, ‘La Bottega del libro’ dopo una chiusura durata pochi giorni. E’ stato il trionfo del volontariato e dell’alta considerazione in cui è tenuta la lettura in una città che ha ribadito di essere sempre l’Atene delle Marche. Chiara Tomassetti è infatti commossa nell’annunciare che rispondendo ad un suo appello, ogni giorno si sono presentati alla porta della libreria ‘at work’ cinque o sei volontari pronti a darsi da fare. “E’ stato meraviglioso! Li ringrazio tutti, uno ad uno. Grazie a loro abbiamo abbreviato i tempi di chiusura e permesso l’apertura-record, da questa mattina anche se l’inaugurazione della ‘nuova’ Bottega giunta ormai alla soglia del mezzo secolo di vita, verrà fissata nei prossimi giorni con la ’solennità’ che merita. E’ stato davvero emozionante constatare l’attaccamento al ‘prodotto libro’ di questi amici-cultori che fanno sperare per il futuro della cultura a Macerata. Il gusto di leggere non è tramontato a Macerata sede di università e di accademia”.
“La chiusura –sottolinea la madre di Chiara, Simona Speranza, titolare della libreria- è stata in realtà necessaria per far fronte ai nuovi impegni che ci vede partner con la grande rete distributiva Mondadori. In tutto, da oggi possiamo proporre diciottomila titoli ai nostri affezionati lettori. Mondadori ci ha contattato in quanto libreria storica maceratese che intende continuare ad essere autonoma e centrale nelle proprie scelte. Non saremo mai dependance di qualcun altro: ‘cervello’ e scelte restano nostre. Resta naturalmente invariato lo staff: io, mia figlia ed Egidio Egidi, un giovane ascolano, che dopo l’università a Macerata ha eletto Macerata come luogo di lavoro e di vita”.
La Bottega del Libro nasce nel ’66 come Libreria Zanconi per trasformarsi negli ultimi decenni, grazie ad una regia ‘pasionaria’ e naturalmente al femminile, autentico e saldo punto di riferimento per chi ama incontrarsi, dibattere -c’è una sala apposita sotto la sede stradale, ma in estate si utilizza anche lo spazio prospiciente sul corso della Repubblica- e naturalmente leggere. Saggistica, traduzioni, romanzi, storia, psicologia, gastronomia. “Avvocati, magistrati, docenti, studenti (c’è una sezione riservata ai libri universitari), cultori delle varie materie vengono qui come a casa propria” dicono Simona e la figlia Chiara, consolidate divinità eponime di questo territorio in cui ogni metro quadrato, come a Montecarlo, è utilizzato per il bene-libro.
“Mondadori dopo la chiusura della libreria, qui vicino alla nostra, cercava una partnership: abbiamo aderito perché questo allarga considerevolmente le nostre possibilità di aderire alle variegate e molteplici richieste del lettore. Ci sarà una card punti per gli acquisti, valida sul territorio nazionale, ci saranno promozioni e sconti e ci sarà la possibilità di ordinare il libro e farlo vedere in contemporanea. Ci saranno soprattutto tante collane nuove presenti nell’immenso catalogo Mondadori che con Messaggerie si divide il mercato italiano della distribuzione. Era quasi giocoforza aderire a questo gruppo per fare di questa una ‘forte’ libreria all’interno di una piccola città che è però grande per lettura e per conoscenza. Tuttavia, ripeto, la nostra identità non ce la toglie nessuno, tantomeno ce la vuole togliere Mondadori. Resta tutto nelle nostre mani: nelle mie, in quelle di Chiara e di Egidio con la contiguità affettuosa di mio marito” dichiara Simona.
Chiara, che è una giovane mamma, è reduce da un corso di editoria per l’infanzia: “Nati per leggere”. Che sarà non a caso un’altra sezione della Bottega del Libro. Che da qualche tempo si è specializzata come referente della sempre più fiorente industria di pubblicazioni locali. “Ci sono cinquanta editori che hanno prodotto 1.500 titoli, tutti di diversa natura ed interesse anche nella tradizione del dialetto locale che hanno illustri capostipiti nell’abate Giuseppe Mancioli e Mario Affede. Una sezione che ha trovato l’ apprezzamento dei clienti-lettori” dicono madre e figlia. Ed è una pianta rigogliosa che cresce anche nel settore della gastronomia dallo storico ‘Cuoco maceratese’ del Nebbia al celebre cuoco Tirabasso e via insaporendo… con la Camera di Commercio che cura una collana ad hoc con le eccellenze di questa terra: dalla polenta ai vincisgrassi al ciauscolo ai grandi vini cominciando dal verdicchio.
La scelta, in generale, è così ampia –fa Chiara- che il librario deve essere un po’ psicologico e guidare anche chi entra da noi senza un’idea precisa. Da qualche anno poi La Bottega è tra i nomi di punta di’ Macerata Racconta’, la Fiera libraria ormai più importante delle Marche che ogni volta presenta un tema (nel 2016, ‘Gli inganni’). Nell’esposizione ubicata nell’ex chiesa di sanpaolo, lo stand di Simona e Chiara è di solito vicino a quello che fu una volta l’altare: “Che si vuole? Il settore dell’editoria è affollato, la crisi nazionale del comparto in ogni caso si sente, l’online pare sempre più preferito al cartaceo e seppure i cittadini di Macerata siano, come detto, tra i più fedeli in Italia alla lettura, c’à sempre come già segnalava Hegel nel ‘700, da pregare, molto da pregare, sia pure laicamente, perché tutto continui ad andar bene…”.

mi fa veramente piacere venirlo a sapere da cronache…
oddio anche definire Hegel filosofo del 700 è un appiattirsi un po’ troppo al livello dell’universitina locale ma pazienza…
Pavoni, secondo Lei un certo sfasamento nelle datazioni culturali maceratesi può essere un effetto della presenza della Torre dei Tempi?
veramente io osservo uno sforzo inconscio, costante, universale di allontanare ancora di più il passato, di distanziarsene disperatamente, come per rimuovere infanzie troppo tristi e mortificanti, poi naturalmente nessun maceratese lo ammette: tutti sono normali, felici, senza problemi, venuti al mondo da famiglie profumate.
poi a volte c’è una leggera impreparazione:
http://www.picchionews.it/are-ere-ire-lacca-va-a-dormire-ma-non-nellattestato-delluniversita/
Ma il bello è che quanto più non se ne imbrocca una e quanto più si perdono i pezzi (nel modo che Gaber descrisse così bene) tanto più non si perde un colpo nell’essere sempre più tronfi e pieni di sé.