Recanatese, società e Comune:
“Dai tifosi danno di immagine alla città”

SERIE D - Il sodalizio leopardiano e l'amministrazione comunale prendono posizione in maniera netta dopo i pesanti provvedimenti del giudice sportivo (2500 euro di multa e quattro giornate di squalifica al "Tubaldi") in seguito ai fatti accaduti a Scoppito lo scorso 25 ottobre

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Lo stadio Tubaldi di Recanati

Lo stadio “Tubaldi” di Recanati

L’amministrazione comunale di Recanati e il sodalizio calcistico giallorosso «stigmatizzano in maniera decisa il comportamento tenuto da alcuni sostenitori in occasione della partita Amiternina-Recanatese dello scorso 25 ottobre», azioni che hanno portato alla pesante sanzione emanata dal giudice sportivo che ha punito la società leopardiana con un’ammenda di 2.500 euro, oltre alla squalifica del proprio stadio per quattro giornate. «Pur riconoscendo l’importanza dei tifosi, che in tutte le gare sia in casa che in trasferta non hanno mai fatto mancare ai giocatori della Recanatese il loro appoggio e calore, certi comportamenti oltre a non appartenere allo stile della società giallorossa ed al mondo dello sport in generale, provocano un danno di immagine ed economico alla città di Recanati, all’intera comunità recanatese ed alla U.S. Recanatese – si legge nella nota congiunta diffusa da amministrazione comunale e società – Con l’occasione rivolgiamo le nostre scuse più sincere all’associazione Italiana arbitri, convinti del fatto che l’arbitro ed i suoi collaboratori, non solo rappresentano una componente fondamentale nel calcio, ma, essendo uomini, possono sbagliare e non per questo essere fatti oggetto di condotte deprecabili».


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